Comacchio
10 Gennaio 2014
Il sindaco: "L’Asl agisce in modo anti-democratico con veri e propri 'blitz". Mezzogori: "Interruzione di pubblico servizio"

San Camillo, Fabbri valuta un esposto in procura

di Daniele Oppo | 3 min

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Uno degli avvisi al pubblico bruciati per protesta (foto di Lara Marzocchi)

Uno degli avvisi al pubblico bruciati per protesta (foto di Lara Marzocchi)

Comacchio. A seguito della decisione adottata dall’Asl nella giornata di mercoledì 8 gennaio di chiudere il punto di primo intervento dell’ospedale San Camillo, il sindaco Marco Fabbri, manifesta il propri rincrescimento, e si riserva di adire l’autorità giudiziaria una volta compiute le opportune verifiche sulla vicenda. La Consulta in difesa del San Camillo intanto annuncia che farà un esposto in procura per interruzione di pubblico servizio.

“Sono indignato come tutti i miei concittadini – sottolinea il primo cittadino intervenuto anche su Facebook dove annuncia un esposto in procura – e disapprovo totalmente le modalità con le quali l’azienda Asl, ha interrotto un servizio pubblico indispensabile, quale è il Punto di primo intervento dell’ospedale San Camillo. Non è la prima volta che l’Asl agisce in maniera a dir poco anti-democratica, attuando veri e propri ‘blitz’ – accusa il primo cittadino -, senza trasmettere comunicazioni preventive alle autorità locali e agli utenti.”

La comunicazione inerente l’interruzione del servizio del Primo intervento sarebbe infatti giunta all’attenzione del sindaco con posta elettronica certificata alle ore 14 di ieri, integrata da comunicazione ulteriore, pervenuta via mail alle ore 18.45. “È del tutto evidente – rileva Fabbri – che l’ASL abbia informato il sindaco, che riveste il ruolo di Autorità Locale di Pubblica Sicurezza, nonché di massima Autorità Sanitaria locale, solo a fatti avvenuti”. “Ancor più grave, se confermata, è l’affermazione del Direttore Generale dell’Asl,  Paolo Saltari – tiene a precisare il sindaco – con cui nella seconda delle due comunicazioni riferisce che l’operazione sarebbe avvenuta come da accordi tra le autorità in indirizzo (Prefettura, Questura, Comando Provinciale Carabinieri e presidente della Ctss). Su questa incresciosa vicenda – conclude Fabbri – attendo di ricevere le dovute delucidazioni, riservandomi tuttavia la facoltà di rivolgermi alle opportune sedi giudiziarie.”

Rimane sul piede di guerra la Consulta popolare per la difesa del San Camillo che, per bocca del suo rappresentante principale, Manrico Mezzogori (le cui condizioni di salute dopo l’incidente – “frutto della protesta contro una gestione che difende gli interessi di casta e la cattedrale nel deserto di Cona” – sono buone), annuncia un esposto in procura per interruzione di pubblico servizio in via di preparazione. “Si comportano come se fossero i padroni della cosa pubblica – afferma Mezzogori -, ma devono comunicare per tempo l’interruzione del servizio invece di farlo con una telefonata il pomeriggio stesso in cui smantellano tutto e senza sostituirlo con un servizio alternativo”. La battaglia continuerà: “Stiamo continuando ad occupare il secondo piano dell’ospedale e possono stare certi che qui non porteranno i servizi alternativi senza prima essersi confrontati con noi: da qui non ce andiamo, neppure se mandano la Folgore o i parà”.

Nella giornata di ieri si è svolta la riunione del coordinamento di tutti i partiti politici comacchiesi per fare il punto della situazione e decidere le prossime mosse da intraprendere.

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