Sport
5 Dicembre 2013
Lunga intervista al Presidente biancazzurro: dalla prima squadra, al settore giovanile, passando per i tifosi e il prossimo mercato

Spal, parla Mattioli

di Federico Pansini | 8 min

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Giovedì 12 si è tenuto l’incontro organizzato dal coordinamento di Libera Ferrara, rientrante nelle iniziative promosse dal comitato “Società civile per il no”. Presente anche il professore ordinario di Diritto Costituzionale dell’Università di Ferrara, Paolo Veronesi

Il Presidente della Spal, Walter Mattioli

Il Presidente della Spal, Walter Mattioli

E’ un bel momento per la Spal. I biancazzurri sono reduci da due vittorie consecutive al “Paolo Mazza” e, più in generale da 10 punti nelle ultime quattro gare giocate. Un ‘filotto’ che ha rilanciato l’entusiasmo dentro ed attorno alla squadra: i risultati del cambio della guida tecnica deciso, non senza dispiacere, dalla società biancazzurra e che ha portato Massimo Gadda sulla panchina estense iniziano a vedersi.

Sullo sfondo il lavoro continuo ed incessante dei dirigenti: quello del digì Davide Vagnati, per quanto concerne gli aspetti legati alla squadra, e soprattutto del Presidente Walter Mattioli, calatosi a tutto tondo nella realtà Spal dalla scorsa estate con impegno e grande entusiasmo. E soprattutto la ferma intenzione di riportare i colori biancazzurri in alto dopo gli anni passati contraddistinti da delusioni dentro e fuori dal campo e ferite morali profondissime.

Proprio Mattioli è attento lettore di estense.com: abbiamo così contattato il massimo dirigente biancazzurro per fare il punto della situazione a 360° in casa Spal.

Presidente, partendo dal campo e dai risultati, si inizia a intravedere il sereno dopo l’inizio difficile di stagione?

«Bisogna fare un passo indietro, doveroso, alla scorsa estate. Avevamo impostato ed allestito una squadra per un campionato diverso, a Masi San Giacomo, anche davanti al fatto che c’erano una serie di problematiche da affrontare. Eravamo dunque pronti a partire con la Giacomense ma per obiettivi diversi, puntando a un campionato in cui ci sarebbe stato da soffrire cercando di salvarci come accaduto nella scorsa stagione. Poi tutto è cambiato, in pochissime ore: è arrivata questa fantastica possibilità di venire a Ferrara e di conseguenza si sono modificati gli obiettivi. Abbiamo dovuto ritoccare un gruppo già costuito per larga parte, inserendo alcuni tasselli di spessore: penso ad esempio a giocatori come Cozzolino, Di Quinzio ed ultimo in fase di arrivo, Paro. Oggi, dopo un inizio un po’ difficile, ci stiamo rimettendo in carreggiata. Della primissima parte di stagione, così come gli errori non dobbiamo però dimenticarci anche degli episodi ‘sfortunati’ che ci sono accaduti nelle giornate iniziali. I ragazzi, pur partendo con grande entusiasmo, hanno sofferto queste situazioni che ci hanno portato al cambio dell’allenatore. Abbiamo lavorato tanto, oltre che sugli aspetti dell’intensità, anche sulla testa dei giocatori per fare capire loro la grande possibilità che hanno di giocare a Ferrara».

Rimanendo sulla stretta attualità, ecco il successo contro la Pergolettese, seppure con un finale di gara in cui si è rischiata la beffa nonostante il doppio vantaggio numerico. Come commenta la gara?

«Penso che il risultato sia meritato, considerando l’andamento della partita. L’atteggiamento degli ultimi 10′, quando ci siamo “abbassati” troppo verso la nostra area è stato sbagliato, questo è fuori di dubbio. C’erano tanti giovani in campo, che hanno disputato un ottima partita contro una avversaria non semplice da affrontare: credo sia una lezione che sarà utile per il futuro, quando in certe situazioni come quella di domenica dobbiamo essere più attenti, sfruttare le occasioni per chiudere la sfida, senza essere in qualche caso precipitosi nelle giocate»

Quinto posto in classifica e zona promozione agganciata in pieno.

«E’ una posizione che ci rallegra e ci consente di lavorare con un po’ meno di apprensione, ma allo stesso tempo non deve essere un risultato che ci fa rilassare perchè la lotta è aperta e c’è grande equilibrio. E’ vero, siamo tornati in una posizione di classifica migliore ma al tempo stesso abbiamo tante squadre vicine alle nostre spalle che ci daranno battaglia. Quindi testa bassa e continuare il lavoro che stiamo facendo: i ragazzi lo stanno capendo, devono essere ferocemente determinati perchè siamo a Ferrara, alla Spal. La gente ha voglia di calcio, di emergere ed è lo stesso spirito che deve accompagnare il gruppo».

A proposito: nelle passate settimane, dopo diverse prestazioni incolore, non ha risparmiato alcune critiche piuttosto dirette ai giocatori. Qualcuno le ha viste, in alcuni casi, come troppo dure.

«Ai miei ragazzi ho tirato le orecchie per mesi e settimane – sorride Mattioli; ndr -, non solo davanti ai taccuini ed ai microfoni degli organi di stampa. Io sono fatto così, fa parte del mio carattere anche se qualcuno mi dice spesso che devo calmarmi. Non è mio interesse fare scena, mettermi in mostra, non mi interessa andare ogni giorno sui giornali, quello devono essere i giocatori a farlo perchè diventano protagonisti in campo. Io sono qui con orgoglio, responsabilità  e determinazione, sapendo l’occasione che mi è stata data di far calcio nella mia città e per la squadra per cui ho sempre fatto il tifo: non so per quanti anni potrò farlo, perchè come per tutti rispondo ad una proprietà che valuterà il lavoro svolto. E’ vero, in alcuni casi non ci sono andato leggero, ma erano critiche a fin di bene e credo che i ragazzi lo abbiano capito. Poi magari qualcuno di loro si è imbronciato, ma l’ho preso sotto braccio al campo ed abbiamo risolto subito ogni incomprensione. Mi sento come un papà per molti di loro, e come tutti i genitori ogni tanto è utile usare il bastone prima della carota».

Massimo Gadda: i risultati confermano l’impatto positivo del nuovo allenatore sulla squadra. Dopo oltre un mese di lavoro, che impressione ha tratto dal tecnico?

«Premessa: separarsi da un bravo allenatore ed altrettanto bravissima persona come Leonardo Rossi è stata una scelta piuttosto dolorosa. Ma alla squadra serviva una scossa, ed abbiamo individuato in Massimo la persona giusta. E’ un allenatore abituato a lavorare e parlare con i giovani, a motivarli nella maniera giusta. Ha cambiato qualche metodologia nel lavoro quotidiano. Credo che i risultati si inizino a vedere, la speranza è che sia così anche per le partite che ci attendono, ma sono certo che le ultime prestazioni abbiano regalato ulteriore fiducia e motivazioni ai ragazzi».

Gennaio si avvicina e di conseguenza il mercato di riparazione: dove e come interverrà la Spal?

«I tifosi devono stare tranquilli. I problemi da correggere li vedono loro e li vediamo soprattutto e prima di tutti noi. Quindi interverremo, nei reparti dove c’è necessità di innesti che portino sicurezza ed esperienza per il girone di ritorno, quando anche le altre squadre andranno a ricercare dei puntelli. Partenze? Ci sono dei ragazzi che non stanno trovando spazio ed è giusto trovare per loro situazioni dove poter giocare e mettersi in mostra».

Un passo indietro. A Masi San Giacomo c’è chi ha vissuto con amarezza l’addio alla Giacomense.

« A Masi ho vissuto gran parte della mia vita: 45 anni, da giocatore e dirigente e proprio lo scorso anno ne ho festeggiati 25 proprio in questo ruolo. Siamo partiti dalla 3a categoria e siamo arrivati ai professionisti, la più piccola realtà cittadina in un contesto di Lega Pro: siamo diventati quasi una leggenda nel mondo del calcio italiano. Capisco il rammarico, mancherebbe altro: da un lato un pizzico d’amarezza c’è anche da parte mia, dall’altro la gioia di venire a fare calcio nella nostra città. Siamo ferraresi, stiamo parlando della Spal di una società gloriosa non solo nel nostro paese ma nel mondo. Magari qualcuno lo ha vissuto e lo vede come uno sgarbo, ma posso anche dire che continuiamo a seguire le vicende legate al calcio di Masi San Giacomo e personalmente siamo pronti a dare una mano, se ci fosse un progetto importante, magari dando vita nuovamente alla Giacomense in 3a categoria, con i colori sociali di sempre. Al termine di questa stagione sono pronto a sedermi attorno ad un tavolo e parlarne con chi sarà interessato a questa cosa».

Presidente, il punto sul settore giovanile?

«Io tengo a tutti i ragazzi delle nostre giovanili, ci ho sempre tenuto e continuerò a farlo perchè voglio che questo sia un fiore all’occhiello a livello regionale ma anche nazionale della nostra società. Siamo arrivati in fretta e furia la scorsa estate, con pochissimo tempo per riorganizzare tutto, dalla prima squadra all’intero vivaio, dovendo unire e tenere in vita due realtà differenti. Oggi leggo da più parti che il problema riguardarebbe l’andamento soprattutto della “Berretti”. Tengo a precisare due aspetti: noi lavoriamo giorno dopo giorno per migliorare le nostre squadre, pensate che proprio ora (lunedì pomeriggio;ndr) vengo dal Centro di via Copparo dove abbiamo parlato due ore di questa squadra. Ho poi notato e mi dicono che tante di queste polemiche arrivano, attraverso social network, siti d’informazione e lettere non firmate, da genitori scontenti: a loro dico che dovrebbero stare sereni, perchè teniamo al futuro dei loro ragazzi, è un patrimonio inestimabile. Ma se non hanno fiducia in questa società, è loro facoltà di prendere i ragazzi e portarli altrove. In caso contrario devono solo avere pazienza e cercare di infondere tranquillità all’ambiente ed ai ragazzi stessi, perchè siamo al lavoro costante per crescere e metteremo mano sin dove è possibile per farlo».

Chiusura dedicata ai tifosi: la Curva Ovest ha ritrovato entusiasmo e già prepara una coreografia per la gara casalinga con il Mantova. Prima però c’è la sfida di domenica contro la Virtus Verona.

«Ho un rapporto bellissimo e parlo spesso con i ragazzi della Curva: c’è stima, affetto reciproco e confronto costruttivo. E’ inutile dire quanto la loro presenza in trasferta potrebbe portarci dei benefici, e sono certo che tante gare che abbiamo giocato lontano da Ferrara forse avrebbero avuto un esito diverso con il loro tifo, ma sono anche a conoscenza delle questioni legate alla ‘tessera del tifoso’ ed alla loro presa di posizione rispetto a questo argomento. E’ una scelta e io devo rispettarla come giusto che sia. Anche perchè tifosi così non si può fare altro che ringraziarli: ci sostengono, ci coccolano, sanno spronarci e caricarci. Ci sono dei giocatori che mi raccontano quanto si sentano invincibili quando giocano e attaccano sotto la nostra Curva. Sono a conoscenza di questa iniziativa per la sfida contro il Mantova: c’è anche rivalità tra queste due piazze ed avere una tifoseria ospite darà ancora maggiore risalto ad una sfida bellissima e che spero rappresenti una grande festa per uno stadio glorioso come il “Paolo Mazza”».

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