Attualità
3 Maggio 2026
Al Teatro Comunale l'apertura della manifestazione per i 150 anni del quotidiano. Tre giorni di eventi con firme e ospiti nazionali. Nei giorni scorsi anche l’accordo tra Torino e Pincelli sui crediti della società fallita

Urbano Cairo apre la festa del Corriere della Sera a Ferrara

di Redazione | 3 min

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Ferrara per tre giorni si trasforma in un crocevia del giornalismo e della cultura italiana grazie alla festa per i 150 anni del Corriere della Sera. Un ricco calendario di incontri, spettacoli e approfondimenti diffusi nei principali luoghi della città – dal Teatro Comunale al Palazzo dei Diamanti, passando per il Chiostro di San Paolo e lo Spazio Antonioni – che porta nella città estense firme storiche del quotidiano e ospiti di primo piano. L’inaugurazione si è svolta al Teatro Comunale “Claudio Abbado” con l’editore Urbano Cairo e il direttore Luciano Fontana, segnando l’avvio ufficiale di una tre giorni destinata a coinvolgere un pubblico ampio, tra informazione, spettacolo e riflessione sui grandi temi dell’attualità.

Dal palco, Cairo ha ribadito il suo legame con il quotidiano di via Solferino e con Ferrara: “Sono nato leggendo il Corriere, grazie a mio nonno che lo sfogliava ogni giorno dalla prima all’ultima pagina. Dieci anni fa ho visto l’opportunità di dare una mano a un giornale che amo e ho deciso di investire”. Parole che raccontano un rapporto personale con il giornale, ma anche una visione imprenditoriale che ha segnato una fase importante nella sua storia recente.

L’editore non ha mancato di sottolineare anche il rapporto con la città: “Ferrara è di una bellezza incredibile, è sempre un piacere tornare qui”. Un legame rafforzato anche da amicizie personali, come quella con Vittorio Sgarbi, più volte citato nel corso degli interventi. Il programma della manifestazione si articola in numerosi appuntamenti con alcune delle firme più note del giornalismo italiano: da Aldo Cazzullo a Massimo Gramellini, da Federico Rampini ad Aldo Grasso, fino a incontri che spaziano dalla politica internazionale alla cultura, dalla musica al teatro. Tra gli eventi di punta, lo spettacolo “Francesco” con Cazzullo e Angelo Branduardi e gli approfondimenti dedicati ai grandi temi globali, come il ruolo degli Stati Uniti o le tensioni in Medio Oriente.

Accanto alla dimensione culturale e celebrativa, la presenza di Cairo a Ferrara non può che far pensare anche a temi di natura economica e sportiva. Nei giorni precedenti, infatti, si è discusso dell’accordo raggiunto tra Pincelli e il Torino nell’ambito della procedura fallimentare del club estense. Il curatore fallimentare Aristide Pincelli ha definito con il club granata – di cui Cairo è presidente – un’intesa transattiva relativa a quattro operazioni di mercato (il centrocampista Gineitis, gli attaccanti Seck e Odendo e l’ala sinistra Marangon), che ha portato nelle casse della procedura circa 850mila euro. Una cifra che contribuisce ad aumentare la massa attiva destinata al soddisfacimento dei creditori della società ferrarese. Un tema rimasto ai margini degli eventi ufficiali, ma che ha inevitabilmente accompagnato la visita dell’editore in città, anche alla luce della sua doppia veste di protagonista del mondo editoriale e del calcio.

In città, Cairo è stato avvistato anche in momenti informali, tra una cena in centro e gli spostamenti a piedi con un ristretto gruppo di collaboratori, segno di una presenza discreta ma costante durante le giornate ferraresi. Intanto, la festa del Corriere continua per tutto il weekend, trasformando Ferrara in un laboratorio di idee e confronto. Un’occasione per celebrare i 150 anni di uno dei quotidiani più influenti del Paese, ma anche per riflettere sul presente e sul futuro dell’informazione, in un contesto in continua evoluzione.

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