“Annunciamo con rammarico che il nostro intervento previsto dopo la proiezione del film ‘La più piccola’ di Hafsia Herzi è stato annullato a seguito di un dietrofront dello staff organizzativo”.
È quanto afferma il circolo Arcigay Ferrara Gli Occhiali D’oro dopo essersi visto annullare il dibattito che doveva seguire la proiezione della pellicola, prevista per domenica 3 maggio alle 21 presso il Cinema Santo Spirito.
“Pur essendo stato concordato in tempi molto brevi – spiega il direttivo di Arcigay -, il nostro intervento aveva ricevuto inizialmente un riscontro positivo, per poi essere accantonato, seppur cordialmente, senza una reale possibilità di confronto o mediazione”.
La pellicola, che ha riscossa un grande successo in Francia, è l’adattamento del romanzo autobiografico omonimo di Fatima Daas ed è il delicato racconto di formazione di una diciassettenne che si divide tra l’educazione musulmana
dell’ambito familiare e l’attrazione per le donne. Il film è stato presentato in occasione del Festival di Cannes 2025, dove la giovane interprete, Nadia Melliti, ha vinto il premio come miglior attrice. Ha inoltre ottenuto sette candidature e vinto un premio ai Cesar, e due candidature e vinto un premio ai Lumiere Awards,
Alla proiezioni sarebbe dovuto seguire un intervento sulle tematiche del film della durata di circa 15 minuti. Erano annunciati come relatori Caterina Basso (presidente Arcigay Ferrara), Manuela Macario (responsabile Cad, Centro Anti Discriminazione) e Massimo Alì Mohammad (del direttivo Arcigay Ferrara).
L’incontro era stato proposto venerdì scorso (24 aprile). Gli organizzatori hanno fatto presente che i tempi erano stretti, ma avevano dato inizialmente il loro benestare.
“Nei giorni successivi – riferisce a Estense.com il direttivo di Arcigay – abbiamo ricevuto un paio di e-mail con inviti a una generica cautela. Lo abbiamo visto come un, seppur timido, tentativo di metterci dei paletti. La nostra intenzione era semplicemente quella di discutere delle tematiche racchiuse nel film e parlare del nostro Centro anti-discriminazione, che, proprio di recente, si è occupato di un caso speculare a quello raccontato nel film”.
Il direttivo chiede quindi di incontrare di persona gli organizzatori per una conoscenza diretta e per distribuire alcuni volantini del Cad.
“Solo in quel frangente – prosegue il direttivo – ci è stato detto che, visti i tempi troppo stretti, il nostro intervento doveva saltare. Il loro è stato un no tassativo. Ci è sembrato che il problema fossimo proprio noi”.
“Esprimo profonda amarezza e indignazione per questo episodio — dichiara la presidente Caterina Basso -, che riteniamo un’occasione mancata di dialogo, ascolto e superamento dei pregiudizi che ancora troppo spesso condizionano il dibattito pubblico”.
Il Cinespirito è organizzato dalla Parrocchia di Santo Spirito e da quasi 80 anni porta avanti la programmazione del “Piccolo cinema” di via Resistenza. Contattati dalla nostra redazione, gli organizzatori hanno spiegato che “la richiesta è stata fatta in un momento in cui eravamo molto presi dalle tempistiche dovute alle feste e, colpevolmente, abbiamo ingenuamente detto in un primo momento di sì. Poi, però, ci siamo resi conto che la nostra newsletter era già stata inviata e che non avremmo avuto la possibilità di avvertire il pubblico dell’appuntamento”.
In genere, spiegano i responsabili, le serate con incontri e dibattiti vengono annunciate con largo anticipo, “anche per dare la possibilità a chi deve acquistare il biglietto di scegliere se venire e partecipare o meno”.
L’organizzazione però non esclude eventuali future collaborazioni: “saremmo lieti di confrontarci in un’altra occasione con tempistiche diverse. La nostra porta non è mai chiusa in faccia a nessuno. E la nostra programmazione, che tratta di tutte le tematiche e le sensibilità di attualità, dalla Palestina ai migranti all’omosessualità, lo dimostra”.
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