Politica
9 Settembre 2013
Il ministro:"l'Italia non è un paese razzista, rafforziamo l'idea che siamo tutti uguali"

Solo applausi per la Kyenge

di Daniele Oppo | 2 min

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Al suo arrivo si sentono tanti applausi e persone che gridano “benvenuta”. Il segnale che quel “persona non gradita” riferito al ministro per l’integrazione Cècile Kyenge e paventato dal consigliere provinciale Pdl Cristiano Di Martino non ha ha casa alla festa del Pd di Pontelagoscuro.

Il concetto lo ribadisce anche Paolo Calvano, il segretario provinciale del partito: “il ministro è ospite graditissimo, per questa festa e per tutta l’Italia”. L’invito a Pontelagoscuro viene da un bambino, il piccolo Tommaso, che ha scritto una lettera al ministro per invitarla a vedere una rappresentazione teatrale, un po’ commedia un po’ tragedia, sugli emigrati italiani. E il ministro ha risposto “sono qui per rispondere a un bambino” dice dopo aver assistito allo spettacolo. Proprio i bambini sono il centro del suo discorso: ” dobbiamo imparare da loro, quando mi vedono nessuno di loro mi chiede da che paese vengo, ma mi dice che sono il loro ministro”.

La Kyenge apprezza talmente tanto le storie degli italiani “poveri, sputati, maltrattati” ma che alla fine “hanno costruito nel bene e nel male l’America”, come dice la voce narrante durante lo spettacolo, che afferma che “questa storia deve andare oltre Ferrara e andare in tutta Italia”. Gli emigrati che costruiscono e diventano grandi nei paesi che li ospitano sono il segno per poter sostenere che “spesso la nostra fortuna è quella delle persone che ci vengono a bussare alla porta, da loro nascono i grandi scienziati, le grandi persone che faranno grande l’Italia nel mondo”.

“Tagliamo fuori l’Italia dall’idea che sia un paese razzista perché non è così, rafforziamo l’idea che siamo tutti uguali, così l’Italia sarà migliore” continua il ministro. Qualcosa cambia già, stranamente prendendo il via da tristi episodi di intolleranza: “da quando mi hanno lanciato le banane è cambiato qualcosa –racconta- tante persone hanno deciso di ribellarsi e da lì l’ Italia ha iniziato a cambiare”. E il Pd vuole farsi vettore di questo cambiamento “la volontà di far diventare italiano chi nasce in Italia deve diventare la volontà del paese -dice Calvano- se non ci riusciamo con questo Parlamento dobbiamo presentarne uno nuovo, perché l’integrazione è motore per diventare un paese più avanzato”.

Alla fine tutti attorno al ministro e di nuovo tanti applausi prima che vada via.

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