Argenta
11 Luglio 2026
I malviventi si erano nascosti nei confessionali prima della chiusura

Furto sacrilego al Tempio della Celletta

di Redazione | 2 min

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Una versione dei fatti diametralmente opposta a quella sostenuta dall'accusa. È quella fornita ieri (venerdì 10 luglio) in aula da una donna, sentita come testimone nel processo a carico di un cittadino nigeriano di 37 anni, accusato di lesioni personali e stalking nei confronti dell'avvocato Gianluca Bonazza, candidato sindaco per Fratelli d'Italia alle elezioni comunali di Lagosanto nel 2024, e della moglie

Argenta, Profanato il Tempio della Celletta. Il seicentesco santuario, opera di Giovan Battista Aleotti, oggi monumento nazionale di proprietà del comune di Argenta, ma gestito dalla parrocchia, titolare delle suppellettili, è stato preso di mira giovedì notte dai ladri.

Nel blitz son stati razziati ornamenti del culto, facendo incetta di quanto ritenuto di valore custodito sugli altari, nelle teche, affissi ai muri ed al colonnato, nelle bacheche ed in canonica. Persino nei confessionali, dove i malviventi si erano nascosti prima che, alle 20,30, il portone principale venisse chiuso dalla perpetua.

Don Fulvio Bresciani, alla notizia, nulla ha potuto se non allargare le braccia in segno di sdegno. I ladri sarebbero fuggiti con il bottino da un ingresso laterale.

Alla riapertura del mattino, avvenuta alle 8, agli occhi della perpetua è apparsa una scena caotica, inaudita: tutto era stato messo a soqquadro, buttato a terra: vetri infranti, porte spalancate o divelte, abiti talari gettati a terra. cassetti svuotati.

Nel sacco sono finiti oggetti in oro ed argento. La raffigurazione della Madonna col Bambino è stata spogliata della sua corona e delle vestigia argentate, anelli e collana di perle. Rubate anche immagini religiose e preziosi cuori votivi donati per grazie ricevute. Poi un calice artistico in ottone contenente le ostie poi sparse sul pavimento.

Salve per miracolo le casette delle offerte, per fortuna murate e non più accessibili ai malviventi.

E’ stato subito lanciato l’allarme, raccolto dai Carabinieri. Che, giunti sul posto, hanno avviato le indagini. Sembra che intorno alla mezzanotte, come spesso succede, una pattuglia delle forze dell’ordine abbia sostato sul sagrato per il solito servizio di controllo del territorio. Ma i banditi se l’erano già data a gambe levate, mentre il vicinato non ha visto né sentito nulla.

L’edificio, scampato al devastante terremoto del 1624, per questo devoto agli argentani, venne distrutto dai bombardamenti della 2° guerra mondiale, e ricostruito. Mentre oggi deve vedersela col peccato della scarsa manutenzione: dalla caduta calcinacci al distacco di finestroni.

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