Cronaca
24 Luglio 2013
Ora è accusata di interferenze illecite nella vita privata

Telecamere per paura del vicino

di Marco Zavagli | 2 min

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adminTemeva per la sua incolumità e ha fatti installare delle telecamere. Ma la paura non arrivava da ladri o sconosciuti, bensì dal vicino di casa. Che ora l’ha portata in tribunale perché quelle telecamere puntano proprio sulla sua abitazione. È qualcosa di più di una lite tra vicini quella che vede imputata per interferenze illecite nella vita privata una donna di 50 anni, M.B., che viveva – prima di vendere la casa per una situazione divenuta intollerabile – in un quartiere residenziale a Fossanova San Marco.

Nel luglio del 2011 la donna, difesa dall’avvocato Gianni Ricciuti, fece installare quattro telecamere all’interno della sua proprietà per inquadrare ingresso e parti comuni. I testi del pm hanno confermato che l’imputata, prima di procedere con la videosorveglianza, aveva chiesto ai carabinieri modalità e luoghi di posizionamento.  L’ogiva di una di esse, però, sarebbe puntata direttamente sulla casa del vicino. Sentita in aula dal giudice Franco Attinà e dalla pm Elisa Bovi, la donna ha affermato di essersi decisa a quel passo ‘tecnologico’ perché temeva ritorsioni da parte del vicino, oggi parte civile attraverso l’avvocato Gianni Ricciuti.

E ha sciorinato in aula i motivi di questi timori. Una volta trovò dei pesci senza testa davanti all’uscio di casa; per non parlare delle tende da sole tagliate, l’antenna piegata e della siepe morta perché innaffiata con il diserbante. Tutti fatti non riconducibili ovviamente, senza prove, alla persona che oggi l’accusa.

Anche alcuni residenti hanno confermato di essere stati vittima di episodi inquietanti. Una signora trovò una mattina il proprio cane ucciso. Sporse denuncia contro ignoti.

Il processo proseguirà a fine ottobre con la discussione.

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