Politica
25 Febbraio 2010
Porta a porta e sottoscrizioni dirette anche da parte di segretari comunali

Il Pd raccoglie firme per i vendoliani

di Marco Zavagli | 2 min

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Chi non lo vorrebbe un alleato così… Si registra uno sforzo doppio per alcuni iscritti del Partito democratico in vista delle imminenti elezioni regionali. Oltre a fare campagna elettorale per i propri candidati, come è giusto che sia, alcuni iscritti trovano anche il tempo di raccogliere le firme per la presentazione della lista alle urne. Ma non la propria lista, quella del Pd. Bensì quella dei Verdi e sinistra ecologia libertà.

C’è chi fa il porta a porta e chi va personalmente all’ufficio anagrafe a firmare. C’è chi giura, faticando a credere a se stesso, di aver visto adoperarsi persino dei segretari comunali di alcuni circoli della provincia. I diretti interessati, i primi a essere potenzialmente favoriti da tanta magnanimità, si dicono all’oscuro di questa novità.

“Noi non abbiamo chiesto nessun aiuto al Pd – assicura Leonardo Fiorentini, candidato dei Verdi -. Non sono a conoscenza di fatti di questo tipo, ma posso dire che i Verdi hanno fatto la propria parte da soli”. Dichiarazioni di autosufficienza arrivano anche da Mirco Leprotti, coordinatore di Sel: “non credo proprio – afferma -. Noi ce la facciamo da soli a raccogliere il numero di firme necessario, tanto che già ora siamo a oltre mille”.

Leprotti ammette che “esiste un accordo regionale per far sì che gli eletti del Pd ci diano una mano nella fase di autentificazione, dal momento che noi possiamo contare solo su pochi consiglieri”, ma nulla più. “Ieri sera (martedì, ndr) ad esempio – aggiunge -, ero a Cento con Marcella Cariani, consigliera provinciale, che ha svolto questo ruolo per noi”.

Una mano tesa che non può lasciare indifferenti gli altri alleati di sinistra, quelli della lista che accomuna Rifondazione, Comunisti italiani e Socialismo 2000. È chiaro che la concorrenza dei vendoliani potrebbe strappare fette di consenso in chiave elettorale  alla Federazione della Sinistra.

“Se così fosse non vorrei farne un caso politico, però mi sembra una cosa pesante – dichiara una più che diplomatica Rita Lodi, coordinatrice di Socialismo 2000 -. A memoria è capito in passato che tra alleati ci si desse una mano a livello organizzativo, ma una cosa è il garbo istituzionale, un’altra è raccogliere direttamente le firme per qualcun altro. Gli elettori ne trarranno le dovute conseguenze”.

Più diretto Stefano Calderoni, segretario provinciale di Rifondazione: “dovesse essere vero dimostrerebbe che il Pd ha scelto degli alleati privilegiati e che il progetto politico di Sel gode di scarsa autonomia”.

Butta acqua sul fuoco Paolo Calvano, segretario del Pd, assicurando che verificherà “se le segnalazioni corrispondono a verità; certo può essere, a volte ci si aiuta nell’ambito della stessa coalizione”.

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