
L'ospedale dell Delta di Lagosanto
Lagosanto. Per un anno ha vissuto con una garza nel basso addome, residuo di un’operazione chirurgica. È l’incredibile disavventura di cui è stata involontaria protagonista una donna di 70 anni residente nel basso ferrarese alla quale poco più di un anno fa venne diagnosticato un tumore all’utero.
L’operazione di rimozione del carcinoma si svolse nell’ospedale del Delta di Lagosanto nel maggio del 2011. Tutto sembrava aver funzionato alla perfezione. Alla paziente non rimaneva che sottoporsi al ciclo di radioterapia per debellare definitivamente il male.
Per quasi un anno, però, la donna continuava ad avvertire forti dolori agli organi interni, dei quali nessuno sapeva darsi spiegazione. È stata necessaria una tac, effettuata solo nel febbraio 2012, per individuare l’origine del problema: dopo l’operazione di maggio non era stata rimossa una garza sterile. E per un anno la paziente ha vissuto con quel corpo estraneo dentro di lei.
Viene contattata telefonicamente dall’Asl di Ferrara. Le chiedono di recarsi in via Cassoli. Lei si fa accompagnare dalle figlie. Qui le viene data la notizia. Serve un’altra operazione. Immediata.
Il secondo intervento ha luogo anch’esso a Valle Oppio. La garza viene asportata e i dolori spariscono. Ora la paziente sta meglio, i dolori sono spariti, Non la rabbia però per quello che le è successo e che, secondo lei, era assolutamente evitabile.
Al momento non siamo a conoscenza se sia partita o meno un’indagine interna, come avviene di prassi in casi come questo, per accertare eventuali responsabilità o negligenze. Contattato telefonicamente, il direttore sanitario dell’ospedale del Delta, Silvano Nola, assicura di non sapere nulla della vicenda.
L’anziana intanto contatta un legale e le dà mandato di procedere. L’avvocato Laura Pazzi, del foro di Ferrara, non perde tempo. Parte subito la richiesta di risarcimento danni in sede civile nei confronti dell’azienda sanitaria. “L’abbiamo inoltrata lo scorso 18 aprile – conferma l’avvocato -, ma ad oggi non abbiamo ancora avuto risposta”.
Parte anche la querela penale: “lunedì scorso – aggiunge Laura Pazi – ho depositato denuncia per lesioni colpose nei confronti dell’equipe medica che ha operato la mia assistita”.
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