
(immagine di archivio)
Copparo. Per due volte nel giro di poche ore è stata visitata e dimessa dal pronto soccorso e il giorno dopo è stata trovata morta nel letto dal figlio. È stato depositato presso la caserma dei carabinieri di Copparo un esposto firmato da Massimo Suligoi e dai figli Andrea e Cristina per cercare di capire perché la loro madre e nonna non c’è più.
La vicenda va fatta risalire al 24 aprile scorso. Lina Minghini, 87 anni, ha un incidente in bici. Un’auto la sperona, lei rovina a terra e rimane a prima vista lievemente ferita. Il figlio e i nipoti l’accompagnano al pronto soccorso di Copparo. Qui le viene riscontrato un politrauma lieve e viene dimessa. Una volta a casa avverte senso di vomito, difficoltà nella respirazione e viene portata nuovamente al San Giuseppe. Questa volta la diagnosi parla di “nausea”. E “dopo una visita durata appena 4 minuti, come da referto medico”, fa notare l’avvocato della famiglia, Vasco Sisti, la paziente viene nuovamente dimessa.
La notte successiva il figlio vuole che la madre trascorra per sicurezza la notte nella casa di lui. Il giorno successivo l’anziana preferisce invece dormire nella propria abitazione. Qui la troverà il mattino dopo, priva di vita, Massimo Suligoi.
Mentre è già stata disposta l’autopsia la famiglia si interroga sulla causa del decesso, dal momento che “non risultano che la signora soffrisse di patologie pregresse”. La domanda è affidata all’esposto, con il quale “non si accusa nessuno – spiega l’avvocato Sisti -, ma si chiede semplicemente che sia fatta chiarezza da parte della magistratura e che si individui la ragione della morte; alla procura chiediamo inoltre se in tutto questo siano ravvisabili responsabilità, se sono state prestate cioè tutte le attenzioni e i riguardi che la situazione richiedeva”.
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