Cronaca
18 Maggio 2012
Il maresciallo Caniglia porta in aula tutte le analisi della Finanza

Automec, come spariva l’Iva

di Marco Zavagli | 1 min

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Un lavoro durato mesi, a incrociare fatture e ricevute, nomi di società reali e di società fittizie, prezzi di vendita e costi di acquisto. Il maresciallo della guardia di finanza Stefania Caniglia spiega davanti ai giudici Marini, Giorgi e Attinà i controlli certosini che ruotavano attorno alla compravendita di auto di lusso che a partire dal luglio 2007 avrebbe sottratto allo Stato oltre 20 milioni di euro.

Gli accertamenti – di cui il pm Alberto Savino ha prodotto in aula alcuni esempi a campione – porterebbero come prova della frode la perdita di Iva da un passaggio all’altro, con un abbattimento dell’imponibile della media di 3/4mila euro per auto.

Le fatture vennero abbinate dai finanzieri al telaio della macchina. Per ogni telaio gli inquirenti sono risaliti alla società venditrice. Al posto dell’Iva si dichiarava che la transazione non era soggetta a imposta. Questo grazie all’autodichiarazione, falsa per la procura, che la società che emetteva fattura era esportatrice abituale e quindi non soggetta a tassazione. Il beneficiario finale si trovava così l’auto di lusso scontata dell’importo corrispondente.

Alla prossima udienza del 29 giugno ci sarà il controesame del maresciallo da parte delle difese. Prima di allora il pm depositerà alcune memorie per consentire alle difese di preparare le domande.

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