Cronaca
15 Maggio 2012
Una perizia per capire se può testimoniare. A giugno sentita la madre

Mandibola e costole fratturate, il bimbo in tribunale

di Marco Zavagli | 2 min

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Dovranno capire se il minore è attendibile e può essere sentito in udienza protetta sui presunti maltrattamenti che subì all’interno delle mura domestiche. Il gip Monica Bighetti ha conferito ieri mattina alle psicologhe Valeria Donati e Anna Maria Gemelli dell’Asl di Modena l’incarico relativo al procedimento che vede indagati la madre del bimbo e il suo compagno.

La vittima, che potrebbe essere chiamato a testimoniare, ha appena tre anni. La sua storia venne alla luce lo scorso 28 febbraio, quando i medici del Sant’Anna di Ferrara se lo trovarono di fronte al pronto soccorso. A prima vista gli riscontrarono subito un livido sulla fronte e bruciature su una gamba. Dalle radiografie emergeranno poi le fratture della mandibola e di alcune costole, risalenti ad almeno un mese prima. Per quelle lesioni vennero arrestati la madre, 24 anni, di Torino, e il compagno di lei, 30enne ferrarese con precedenti per reati contro la persona e contro il patrimonio, entrambi residenti a Ferrara (vai all’articolo). In sede di interrogatorio i due avevano sostenuto che il bambino si sarebbe fatto male urtando contro un mobile e giocando con un accendino.

Lui venne portato all’Arginone di Ferrara, lei alla Dozza di Bologna. Per loro l’accusa è di maltrattamenti e lesioni gravi aggravate nei confronti del minore (che venne affidato al padre, rimasto a Torino), che viveva con la coppia dallo scorso ottobre, quando la madre lo aveva portato via con sé da Torino, sottraendolo al marito, con il quale conviveva fino ad allora, per raggiungere l’attuale compagno a Ferrara. Per quel fatto era stata denunciata per sottrazione di minore.

Dalle indagini effettuate dalla squadra mobile sarebbero emersi anche altri dettagli a carico della coppia. Il piccolo infatti, secondo gli inquirenti, sarebbe stato spesso vittima di “punizioni gravi e immotivate”, come docce gelate, digiuni forzati, scherno e insulti gratuiti.

Il gip Monica Bighetti, lo scorso 8 marzo, emise nei confronti di madre e compagno la misura della custodia cautelare in carcere per il rischio di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato. Contro quel provvedimento, dopo un primo tentativo respinto dal tribunale del Riesame, è stato avanzato ricorso per Cassazione dall’avvocato Luca Canella, difensore della madre.

Oltre alla perizia (le operazioni inizieranno il 22 maggio e le relative conclusioni depositate entro 60 giorni), il gip – sempre su richiesta della pm Cavallo – ha disposto anche l’interrogatorio in incidente probatorio della donna che, secondo quanto si apprende, avrebbe iniziato a puntare il dito sui comportamenti del compagno. La relativa udienza si terrà a giugno. L?uomo è assistito dagli avvocati Daniela Bellettini e Maria Elena Giovinazzo.

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