Cronaca
13 Aprile 2012
Denunciato per molestie, dalla perquisizione spuntano immagini con minori

Un esperto per capire la provenienza dei file pedopornografici

di Marco Zavagli | 2 min

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Sarà l’esperto informatico Alessandro Faccini ad esaminare il computer, il portatile e i due hard-disk esterni sequestrati a un ferrarese di 45 anni accusato di detenzione di materiale pedopornografico. L’incarico è stato affidato ieri mattina dal giudice collegiale (presidente Marini, a latere Giorgi e Rizzieri). Il perito del tribunale avrà 30 giorni di tempo per raccogliere i file contenuti in quelle apparecchiature e copiarli per i giudici. Oltre a questo, dovrà individuare quali file risultano cancellati, da dove provengono, e soprattutto – particolare questo che interessa anche la difesa, sostenuta dall’avvocato Pierfrancesco Perazzolo – capire se il materiale incriminato fosse contenuto nella cartella “incoming” del programma e-mule, in condivisione con altri utenti e il cui utilizzo potrebbe essere non direttamente collegabile all’imputato.

La vicenda nasce da una denuncia per molestie telefoniche a carico del 45enne, che nel 2007 viene querelato dalla ragazza che frequenta per alcune immagini- videochiamate – che ritraevano i genitali, inviate per scherzo, questo a suo dire, alla donna (vai all’articolo). Che in ogni caso non gradì, tanto che denunciò il mittente alla polizia di Rovigo, dove lei risiedeva. La procura arrivò all’indirizzo ferrarese dell’uomo. Nel corso di una perquisizione domiciliare vengono sequestrati i materiali informatici.

E qui iniziano i guai. Perché il consulente incaricato dalla procura di verificare se in quel materiale informatico ci fosse traccia delle registrazioni delle video chiamate, trova ben altro. Ossia foto e filmati che ritrarrebbero ragazzine minorenni in atti sessuali.

Ora, dopo l’incarico peritale, il processo continuerà con i testi dell’accusa il prossimo 7 giugno.

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