Cronaca
4 Aprile 2012
A processo il padre per offese e percosse e la suora per favoreggiamento

I genitori negano i maltrattamenti

di Marco Zavagli | 2 min

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“Sono bambini particolarmente vivaci”.A volte alzava la voce ma solo per contenere la loro esuberanza. Nessun calcio, o schiaffo, o percossa. Come invece recita il capo di imputazione che vede a processo per maltrattamenti in famiglia il padre di due bambini. Con lui alla sbarra c’è anche la suora dell’asilo che ospitava i minori, imputata di favoreggiamento per “aver eluso le investigazioni dell’autorità giudiziaria”.

Dopo aver ascoltato un’educatrice dei servizi sociali che ha confermato quei presunti maltrattamenti, davanti al giudice ha parlato l’imputato. Negando tutto. Così come ha fatto, sempre ieri, rispondendo alle domande del pm Stefano Antinori, la madre dei ragazzi (anche lei inizialmente indagata nel procedimento, ma la sua posizione è stata successivamente archiviata).

Le origini del processo sorgono nel marzo 2009, quando all’uscita di scuola alcune madri di altri alunni vedono il padre strattonare i figli per farli entrare a scuola. Ne scaturisce un esposto alla procura, che inizialmente dispone l’allontanamento dell’uomo dal contesto familiare per maltrattamenti in famiglia. Contestualmente i servizi sociali provvedevano a collocare i bambini in un altro contesto familiare.

A processo si sono costituiti parte civile attraverso l’avvocato Piero Giubelli i servizi sociali dell’Asl. La difesa è sostenuta invece dall’avvocato Maria Luigia Mezzogori per il padre e dall’avvocato Federica Scagnolari per la suora.

Alla prossima udienza, fissata per il 15 maggio, parleranno i consulenti che dovranno tracciare un profilo psichiatrico dei minori.

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