Sindaco e assessora si schiantano in auto. Lei era ubriaca
Il sindaco di Ferrara Alan Fabbri e l'assessora Francesca Savini sono stati protagonisti di un brutto incidente stradale
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Non solo ha negato di essere l'aggressore, ma ha anche sostenuto di essere stato lui stesso aggredito per primo. È questa la versione fornita dal 37enne di nazionalità nigeriana finito a processo con la duplice accusa di lesioni personali e stalking nei confronti dell'avvocato Gianluca Bonazza, candidato sindaco per Fratelli d'Italia alle elezioni comunali di Lagosanto nel 2024
“Rendere protagoniste le persone che vivono i problemi del Paese tutti i giorni sulla propria pelle, affinché le soluzioni per il cambiamento provengano direttamente da loro”. Con questo spirito il Movimento 5 Stelle ferrarese lancia “Nova – Parola all’Italia”, l’iniziativa nazionale promossa dal partito guidato da Giuseppe Conte che il 17 maggio farà tappa anche a Ferrara, negli spazi di Ferrara Expo
La Comune di Ferrara propone di riattivare il progetto "Controllo di Vicinato", nato a Ferrara il 10 febbraio del 2017, con la firma di un protocollo di intesa tra la prefettura, le Forze di Polizia e l'Amministrazione comunale
Il Consiglio comunale di Ferrara ha approvato a maggioranza l’ordine del giorno sulla crisi umanitaria in Sudan, presentato dai consiglieri Leonardo Fiorentini, Fabio Anselmo e Arianna Poli della Civica Anselmo
Denunciare il professore le costò giorni e mesi di inferno. Insulti, spintoni, minacce. “Non potevo nemmeno andare al bagno da sola”. E questo all’interno della scuola, nell’intervallo, in corriera. Finché non cambiò istituto. Alterna ricordi e lacrime la prima studentessa chiamata a testimoniare contro il suo ex docente che nel febbraio del 2010 denunciò per molestie a sfondo sessuale.
Accanto a lei, a pochi metri, ad ascoltarla ci sono gli imputati. Il professore dell’istituto superiore, imputato per molestie sessuali e violenza privata, la moglie, insegnante nella stessa scuola, accusata di aver cercato di convincere le giovani accusatrici a sottoscrivere una sorta di ritrattazione, e l’allora dirigente scolastico dell’istituto, imputata di favoreggiamento per aver ‘coperto’ i comportamenti del professore.
Il caso era scoppiato nel febbraio del 2010 in seguito alla segnalazione fatta da una collega del docente e dall’allora dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Vincenzo Viglione, cui erano giunte “strane” voci che chiedevano una conferma. Da quelle “voci” – riferite da alcune ragazzine – era partita su impulso dell’Usp una indagine interna, maturata poi in una segnalazione alla procura.
Ieri il processo è entrato nel vivo, con le quattro ragazze, minorenni, che sarebbero state oggetto delle attenzioni del prof ascoltate dai giudici Giorgi (presidente), Rizzieri e Attinà. La prima di loro fatica a parlare. L’esame è spesso interrotto dai singhiozzi. Piange oggi come pianse allora quando, davanti a tutta la classe, il professore le avrebbe detto che l’orsetto che aveva disegnato assomigliava a un pene. “Pervertito”, scriverà la compagna sul foglio. La compagna alla quale lo stesso insegnante aveva detto che “era più brava a disegnare al buio”.
Questi gli esempi nei quali l’accusa, sostenuta dal pm Alberto Savino, vede chiari riferimenti di matrice sessuale. A questi si aggiungono “le carezze ai capelli, i massaggi sulle spalle”, che le ragazze certo non gradivano.
Dopo la denuncia però non fu tutto in discesa. La prima persona offesa ricorda che il docente e la preside le “ordinarono di firmare” un foglio nel quale si ridimensionavano le accuse, imputandole a alla troppa fantasia della collega docente e a fraintendimenti delle studentesse. “Non volevo firmarlo, piansi”.
Sempre dopo la denuncia “i miei voti magicamente sono calati: avevo la media del 7 e mi sono trovata con dei 5 e dei 4”. Sul punto però la difesa (rappresentata dall’avvocato Alberto Bova per la preside e dagli avvocati Mattia Romani e Riccardo Caniato per i due docenti) produce la pagella del primo quadrimestre che contraddice il “cursus honorum” della ragazza. “I due professori (marito e moglie, ndr) mi dissero anche che non ero portata per quella scuola”. Ma le ripercussioni peggiori le ebbe con gli altri studenti. “Mi vedevano come una poco di buono che aveva rovinato la vita di un bravo professore e della sua famiglia”. Anche perché il docente “li influenzava a livello psicologico: piangeva davanti agli altri alunni, portava torte per festeggiare il suo addio alla scuola maturato a causa mia”.
Il processo è stato aggiornato al 21 giugno, per sentire altri testimoni.
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