Cronaca
15 Marzo 2012
Il gemello di Adis: “Nessuno ci ha impedito di attraversare i binari”

Tragedia di Coronella, in aula il fratello dell’operaio morto

di Marco Zavagli | 2 min

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Coronella. Parlano i testi del pubblico ministero al processo per la morte di Adis Masinovic. Il giovane bosniaco di 21 anni, residente a Treviso, venne investito il 22 aprile del 2008 durante il suo primo giorno di lavoro in cantiere, in prossimità della stazione di Coronella.

Per verificare se nel cantiere furono rispettate tutte le normative sulla sicurezza a processo per omicidio colposo ci sono sei persone. Si tratta di Gabriele Andrighetti, ex ingegnere capo della Provincia (ente appaltante), l’ingegner Luca Benini, coordinatore per la sicurezza della Provincia, Sebastian De Luca Picione e Carmine D’Orzo della Cogeap di Napoli (ditta vincitrice dell’appalto), Marilena Carlet e Alessio Ortolan della Maeg di Treviso (per cui Masinovic lavorava).

Dopo uno stand by dovuto all’audizione del capo cantiere, già indagato e poi “archiviato”, che potrebbe essere sentito successivamente con l’assistenza di un legale, il giudice Diego Matellini ha ascoltato gli operai che quel giorno erano al lavoro con il giovane.

Dalle loro testimonianze emergerebbe un sistema di sicurezza imperfetto all’interno del cantiere. Un esempio su tutti: quando occorreva qualche attrezzo o macchinario contenuto nel deposito, gli operai, piuttosto che salire sul furgone e percorrere 6 km, preferivano raggiungere a piedi il luogo, che distava appena 150 metri in linea d’aria, attraversando i binari della linea ferroviaria. E così fece anche quel giorno Adis, quando si recò nel magazzino per recuperare una fresatrice. E non si accorse che dall’altra arrivava l’Eurostar 9463 Venezia-Firenza che lo travolse.

In aula viene sentito anche il fratello gemello della vittima, Aris, che sostiene come nessuno si sarebbe premunito di avvertire gli operai di non attraversare i binari, anche se il divieto è un “luogo comune” in tutti i cantieri. La stessa recinzione non sarebbe stata conforme ai requisiti di sicurezza e mancavano – secondo lui – cartelli di divieto di oltrepassare i binari.

Oltre agli operai è stata sentita anche Maria Cristina Rometti, del servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Ausl. Alla prossima udienza verranno sentiti i testi delle difese.

Il processo aveva già visto nel corso dell’udienza filtro l’estromissione delle parti civili, che avevano accettato la proposta di risarcimento ai familiari (la madre e il fratello gemello di Adis) avanzata dalle compagnie di assicurazione delle due aziende edili.

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