Cento
9 Marzo 2012
Il marito di Edi: “Una superperizia per fare chiarezza definitiva”

Si ‘riapre’ il caso del doppio decesso per parto

di Marco Zavagli | 2 min

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Cento. Si torna a indagare sulla duplice morte per parto del SS. Annunziata. Ieri il gip Piera Tassoni ha sciolto la riserva dopo la richiesta di archiviazione del pm Filippo Di Benedetto. E ha restituito gli atti alla procura concedendo una proroga di sei mesi per ulteriori indagini. Un lasso di tempo nel quale si tornerà a valutare la correttezza dell’operato delle sei persone finite nel registro degli indagati per omicidio colposo. Ossia il personale medico e ostetrico che aveva assistito nei vari momenti la donna: due ginecologi, due ostetriche e due anestesisti.

La notte tra il 24 e il 25 maggio 2011 nell’ospedale di Cento muoiono Edi Zanasi, 39 anni, e il suo bambino che stava per dare alla luce, Luca. La donna, al secondo parto, durante il travaglio, vide un improvviso peggioramento delle condizioni di salute. Dopo poco tempo partorì il bimbo morto. A quel punto avvenne un arresto respiratorio. La situazione degenerò, nonostante l’intervento dei rianimatori, e alle 3.30 venne constatato il decesso della donna.

La successiva autopsia disposta dalla procura di Ferrara e affidata al medico legale Lorenzo Martinelli e al ginecologo Fortunato Vesce, escluse responsabilità nelle condotte dei professionisti. Le conclusioni però non convinsero del tutto il giudice per le indagini preliminari, che pur in assenza di opposizione all’archiviazione da parte dei legali (gli avvocati Marco Linguerri – che assiste la madre e la sorella di Edi Zanasi – e Gianluigi Lebro – legale del marito, Alberto Tiramani), aveva ritenuto di non poter accogliere la richiesta di archiviazione. E, dopo l’udienza dello scorso 23 febbraio, ha deciso per il prosieguo delle indagini.

Un supplemento che potrebbe anche prevede un’ulteriore perizia. Che è proprio quello che chiede il marito, Alberto Tiramani, che nel dirsi “molto contento” dell’esito dell’udienza, assicura la propria “fiducia nell’operato della magistratura: ora mi aspetto che il gip chieda una perizia superpartes per fare chiarezza sulla tragedia che mi ha privato di una moglie e di un figlio”.

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