La carne Halal si scontra con le sensibilità animaliste oppure no? È la domanda che il consigliere della Lega Nord Giovanni Cavicchi pone al sindaco Tagliani in merito alla decisione di acquistare e somministrarne all’interno delle scuole materne ed elementari del territorio comunale durante i pasti carne di tipo “halal” (carne “lecita”, genericamente non di maiale) ai bambini di fede mussulmana.
L’interpellanza del Carroccio fa propria quella di Leonardo Rosa, consigliere del Pdl della Circoscrizione 1, presentata a metà ottobre, facendo notare che “si tratta di un tipo di carne che prevede la macellazione secondo i riti islamici con sgozzamento degli animali ancora vivi e loro conseguente dissanguamento, e che risulta essere generalmente più costosa, rispetto alla carne degli stessi animali proveniente da macelli tradizionali”.
Il consigliere fa presente come “a giudizio della Corte di Cassazione integra il reato di maltrattamento ogni comportamento che genera sofferenza ingiustificata agli animali, altresì la macellazione a fini alimentari che avvenga mediante modalità cruente”. Ora, secondo il consigliere di opposizione, “la macellazione di carne halal non trova un’adeguata giustificazione e pertanto costituisce incrudelimento verso gli animali che nel nostro ordinamento giuridico è previsto come reato”.
Per questo nella sua interpellanza Cavicchi chiede di sapere “in base ai dati in possesso alle scuole comunali sulla merce acquistata, quale sia la differenza dei prezzi di acquisto, tra carne a macellazione tradizionale e carne “halal”, in riferimento agli stessi tagli”, e “se l’amministrazione comunale, agendo in questo modo, è conscia di rendersi a suo modo complice di chi pratica tale tipo di macellazione che genera sofferenze e atrocità sugli animali”.
Ora, c’è da ricordare che la macellazione e la vendita di questo tipo di carne è già disciplinata dall’Unione europea con la direttiva 119 del ’93 (relativa appunto alla protezione degli animali durante la macellazione o l’abbattimento), recepita dall’ordinamento italiano attraverso il decreto legislativo 333 del 1998.
Secondo il d.lgs. le operazioni di “trasferimento, stabulazione, immobilizzazione, stordimento, macellazione e abbattimento devono essere condotte in modo tale da risparmiare agli animali eccitazioni, dolori e sofferenze evitabili”. L’art. 4 prevede inoltre che “la costruzione, gli impianti e l’attrezzatura dei macelli, nonché il loro funzionamento devono essere tali da risparmiare agli animali eccitazioni, dolori e sofferenze evitabili”.
La risposta all’interpellanza – per quanto riguarda la sua seconda parte relativa all’ipotesi di maltrattamento – diventa quindi automatica. Se i produttori di carne halal rispettano le norme vigenti in materia, non commetteranno nulla di rilevante dal punto di vista penale, così come l’amministrazione che ne permette la somministrazione nelle scuole non si renderà complice di alcunché.
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