Politica
16 Gennaio 2012
Il ricordo di Bassi. Tra i politici presenti anche Veltroni, Serracchiani e Castagnetti

Ferrara saluta Giorgio Franceschini

di Redazione | 2 min

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Non bastavano certo, stamattina, i posti a sedere sulle sedie e sulle panche per i tanti che, nella chiesa di San Cristoforo alla Certosa, hanno voluto partecipare all’estremo saluto a Giorgio Franceschini, morto venerdì all’ospedale Sant’Anna dopo un ricovero di oltre un mese.
Impossibile citare tutti i nomi noti della vita pubblica ferrarese e non solo, dal presidente della Regione Vasco Errani all’ultimo segretario del Partito popolare italiano – ed oggi deputato Pd – Pierluigi Castagnetti, dai parlamentari ferraesi Maria Teresa Bertuzzi e Alessandro Bratti, dal comandante provinciale dei Carabinieri Antonio Labianco a quello della Guardia di Finanza Fulvio Bernabei, dai massimi dirigenti della sanità Gabriele Rinaldi e Paolo Saltari all’editor di Bompiani Elisabetta Sgarbi.
Tutti tra le prime file, dietro alla moglie Gardenia Gardini, alla figlia Flavia e al figlio Dario e ai nipoti.
Non sono voluti mancare per dare personalmente conforto al capogruppo Pd alla camera nemmeno l’ex vicepresidente del Consiglio Veltroni, la parlamentare europea Debora Serracchiani, oltre al segretario nazionale del Pd Pierluigi Bersani, arrivato in mattinata alla camera ardente.
A rivolgere ai presenti l’omelia è stato don Enrico Peverada, direttore dell’Archivio diocesano ed amico personale di Giorgio Franceschini. In un passaggio, il prete ha voluto inserire un proprio ricordo, quell’ultimo incontro che ebbe con l’avvocato in età, quando l’età e la scarsa salute già lo provavano, “ma aveva ancora negli occhi la luce che conoscevo”.
Nel corso dell’omelia è intervenuto brevemente l’arcivescovo Paolo Rabitti, per ricordare la “difficile epoca” in cui Franceschini crebbe e si formò – quella della dittatura e della guerra – e l’apporto che diede alla vita cattolica ferrarese, essendone al tempo stesso “uno dei frutti”. Nell’omelia è intervenuto infine anche l’ottantottenne architetto ferrarese Carlo Bassi, compagno di Franceschini ai tempi del Cln di Ferrara, con cui condivise anche “il bellissimo giornale” nato in seno all’Azione cattolica, Iuniorismo, il cui titolo venne scelto proprio dal compianto amico. Bassi ha letto due toccanti poesie battute a macchina da Franceschini, datate Lucca 1943 e Ferrara 24 aprile 1945, scritta il giorno della Liberazione della città estense.
“Ci rivedremo presto Giorgio – è stato il suo ultimo saluto -, al di là di quella linea d’ombra che tu hai già attraversato. E parleremo insieme di Ferrara, di libri e di poesia”.

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