Paura al Circuito di Pomposa, motociclista cade durante le prove libere
Il 60enne è rimasto con un piede incastrato sotto la moto e ha sbattuto la testa. Immediata la chiamata al 118 dei gestori. L'uomo non è in gravi condizioni
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"Darsena Calling" è l'iniziativa musicale in programma da venerdì 11 a domenica 13 settembre nella Darsena di Ferrara
Oltre 2 milioni e mezzo di euro, 15 linee di trasporto, di cui 3 con bus elettrici, 265mila chilometri stimati, e quasi 400 iscrizioni: sono i numeri del servizio di trasporto scolastico predisposto anche quest'anno dall'assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Ferrara per il nuovo anno scolastico
Due milioni di euro per riqualificare strade e collegamenti ciclabili di Ferrara. È questo il valore del nuovo piano di manutenzione straordinaria del manto stradale inserito dall'Amministrazione comunale nel Piano delle Opere 2026
La consigliera Pd Sara Conforti chiede trasparenza sulla nuova collocazione del Festival e reclama il coinvolgimento del Consiglio comunale prima della decisione
Poneva sei domande e ha trovato sei risposte. Magari non proprio dall’interlocutore giusto, visto che si rivolgeva al Comitato acqua pubblica (vai all’articolo). È Valentino Tavolazzi il primo a rispondere all’assessore al bilancio Luigi Marattin.
Non prima di restituire le sferzate dispensate agli ambientalisti dall’assessore, che, secondo il consigliere di Progetto per Ferrara, “farebbe meglio ad impiegare il suo tempo occupandosi di debito, derivato Dexia e tagli agli sprechi del Comune di Ferrara, temi sui quali non registriamo, ad un anno dalla sua nomina, alcun cambiamento. La sola innovazione introdotta consiste nel ridurre il debito, non creandone di nuovo e pagando regolarmente le rate di mutuo”.
Ecco allora le risposte. Quanto alla rilevanza economica, Tavolazzi fa presente che “sussiste anche per il servizio idrico integrato: la nostra proposta di modifica dello statuto, non chiede che il servizio idrico venga dichiarato privo di rilevanza economica http://www.estense.com/?p=90167). Ma occorre ricordare che, come stabilisce la stessa la Corte Costituzionale con sentenza 26/11, tale rilevanza non comporta necessariamente produzione di profitto, né distribuzione di dividendi a privati”.
Se si parla poi di remunerazione del capitale investito, “la definizione – ribatte il consigliere comunale – si riferisce sia al capitale proprio (soci) che di terzi (debito). E’ evidente che l’esito del referendum comporta che gli investimenti vengano finanziati dal pubblico (stato o regioni), con la fiscalità generale o di scopo. Lo hanno scelto i cittadini italiani”.
Dalle domande politiche giuridiche si passa a quelle economiche. A partire dal tema tariffario e dalla sua applicazione in Emilia Romagna. La nostra regione applicherebbe il metodo secondo il quale “il capitale investito si compone di capitale iniziale (fino all’entrata in vigore del nuovo metodo e remunerato dagli accordi preesistenti con gli Ato), e capitale successivo, al quale si applica l’IRS più il margine 2,39%, come ricorda Marattin, con una informazione incompleta”.
La sestina tocca quindi l’autorità di regolamentazione, che “per noi é una necessità – assicura Tavolazzi – Ma anch’essa dovrà adeguarsi alla volontà popolare. In altri termini, per quanto attiene le tariffe, non potrà includere la remunerazione del capitale investito”.
L’esponente del Movimento 5 Stelle chiude parlando di investimenti necessari e responsabilità politica. “Se è vera la previsione di Coviri – annota Tavolazzi -, i 70 miliardi li pagherebbero comunque i cittadini, tanto con gestore privato, quanto con gestore pubblico, con buona pace di Marattin. Qualsiasi azienda privata, infatti, vuole recuperare con la tariffa sia gli investimenti, che il profitto atteso. Il gestore pubblico, invece, può rinunciare al profitto. Hera, gestore privato quotato in borsa, a capitale maggioritario pubblico, distribuisce regolarmente ad investitori privati, dividendi generati dalle tariffe pagate con le nostre bollette. Anche per l’acqua. Dunque a parità di efficienza, il gestore pubblico garantirebbe maggiore equità sociale. A Ferrara il Cadf potrebbe diventare gestore unico pubblico”.
La chiusura è così affidata a una ulteriore domanda: “Ce la farà mai il Pd – si chiede polemico Tavolazzi -a decidere a favore dei ferraresi e in danno ad Hera?”.
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