Continuano gli esami di imputati al processo Cir-Coopcostruttori. Ieri in aula ha parlato per intere ore Sergio Cerioli, responsabile della società di revisione Ria & Partners, incaricato della revisione bilanci dal ’99 al 2001 e per il triennio successivo. Un incarico che portò a compimento salvo che per l’ultimo esercizio, per il quale non riuscì a portare avanti le procedure di revisione e quindi esprimere un giudizio sul bilancio. “Avevamo saputo che la cooperativa – spiega – stava attraversando una fase di ristrutturazione che poteva prevede anche l’amministrazione controllata. C’erano incognite pesanti come il supporto delle banche per i finanziamenti sulle riserve e le operazioni straordinarie come spin off che gravavano sulla continuità aziendale”.
È poi il turno di Elis Fazi, consigliere Coopcostruttori e consigliere Cir dal ’93 al 2003, che con voce quasi impercettibile spiega che “dire Cir è come dire Coopcostruttori”. Di più: “chi comandava in Cir erano gli stessi che comandavano in Coopcostruttori”, sibila, senza però fare nomi, che dice di non ricordare. Sarà il giudice Caruso a intervenire per completare il ragionamento: “dunque per proprietà transitiva in Cir comandavano chi comandava in Coopcostruttori”. È questo infatti l’addebito mosso a Donigaglia e agli altri vertici argentani, di essere stati anche gli amministratori di fatto di Cir.
Sicuramente non comandava Fazi, che non si ricorda nemmeno se firmava o meno i bilanci. “Firmava, firmava, li firmava tutti”, sbotta Donigaglia dalla prima fila. Fazi si difende dicendo che ogni riunione del cda comprendeva la cooperativa madre e tutte le consociate. Di qui la difficoltà a ricordare e separare le questioni.
Dopo di lui ha parlato Valentino Otolani, vicepresidente dal 1980 al 1997, che ha illustrato i lavori preparatori del cda. “Veniva distribuito un fascicolo a tutti i consiglieri e agli invitati che conteneva in modo dettagliato per ogni fabbrica o cantiere i dati più significativi dell’andamento delle singole gestioni. Al termine della presentazione Ricci Maccarini faceva un breve commento, seguito poi dall’intervento più ampio di Donigaglia”. Il presidente parlava “del mercato, dei rapporti con la Lega delle cooperative e dei rapporti con il mondo politico. Il mondo politico era il primo livello di discussione”. Prima dei cda, che si tenevano ogni mese, c’era una fase preparatoria, nella quale si riuniva la direzione generale.
Alla prossima udienza – fissata per il 18 giugno – parlerà Renzo Ricci Maccarini.
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