Cronaca
18 Maggio 2011
Processo di appello: niente sopralluogo né nuovi testi. In aula Thiene e Rapezzi

Aldrovandi, sarà confronto tra esperti

di Marco Zavagli | 2 min

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Processo Aldrovandi, arriva la prima decisione. La Corte d’Appello di Bologna accontenta tutti. Dopo quasi due ore di camera di consiglio i giudici si sono espressi sulle richieste delle difese: niente sopralluogo né audizione di nuovi testi, considerate dalla Corte “richieste generiche e non decisive” ai fini del prosieguo del processo.

Via libera invece al confronto diretto, che si terrà però – decisione questa presa in autonomia dalla Corte –  tra il prof. Thiene (il consulente  di parte civile che individuò la causa della morte nell’arresto cardiaco dovuto allo schiacciamento del fascio di His) e il prof. Rapezzi, consulente della difesa, che considera invece l’aspetto asfittico come principale causa del decesso del ragazzo. Il faccia a faccia sarà il 24 maggio, data della prossima udienza.

Dall’esito dell’esame incrociato dipenderà successivamente l’accoglimento dell’altra richiesta degli avvocati dei quattro poliziotti (condannati in primo grado a tre anni e mezzo per omicidio colposo): il confronto questa volte tra i medici legali Zanzi da una parte (parte civile) e Lumare e Malaguti che eseguirono l’autopsia dall’altra (procura).

Rigettate tutte le altre istanze, eccezion fatta per la documentazione di recenti studi sugli effetti della ketamina e la relazione sulla visuale in via Ippodromo dall’abitazione della testimone Tsegue.

In corso di udienza il procuratore generale Miranda Bambace ha chiesto inoltre di acquisire il decreto di transizione per il risarcimento dello Stato di quasi due milioni di euro alla famiglia Aldrovandi, per l’estromissione delle parti civili.

“Un’ordinanza che ha ammesso poche cose ma buone” commenta a margine Giovanni Trombini. “Ricordo che è stata ammessa – fa presente l’avvocato difensore – anche l’ultima scrittura di Rapezzi con allegate le foto degli ingrandimenti dei vetrini con il tessuto cardiaco di Aldrovandi. È una decisione che ci lascia soddisfatti, perché è stato ristabilito il diritto di difesa negato in primo grado”.

Chi avrebbe preferito invece “una conclusione più rapida” è Patrizia Moretti, madre di Federico: “ogni volta che torniamo in aula è doloroso rivivere tutta la vicenda. Comunque ben venga il confronto, credo che sarà costruttivo e che non lascerà adito a dubbi, visto che il prof. Gaetano Thiene è stato proprio di recente premiato a Boston come maggior anatomo-patologo a livello internazionale”.

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