Faceva incetta di oro nelle gioiellerie. Li pagava con assegni a vuoto, intestati a una inconsapevole donna spagnola, della quale aveva carta d’identità e passaporto, e li rivendeva intascandosi i soldi. Questo, secondo gli inquirenti, il modus agendi di G.M., ferrarese di 56 anni, denunciata dalla squadra mobile di Ferrara per truffa, sostituzione di persona e ricettazione.
La 56enne è stata vista da una pattuglia mercoledì scorso, intorno alle 19, entrare in una gioielleria del centro di Ferrara. Il volto era già conosciuto agli agenti (a suo carico risulteranno infatti precedenti per reati contro il patrimonio).
Alla negoziante aveva offerto un collier in oro del valore di circa duemila euro. La polizia è entrata e ha chiesto alla titolare della oreficeria, che si era già insospettita, cosa stesse succedendo. Alla richiesta dei poliziotti G.M. ha esibito i documenti, intestati a una donna spagnola, che risultavano rubati tempo addietro in Spagna.
Dalle indagini della Mobile, coordinata dal comandante Andrea Crucianelli, è emerso che grazie a quei documenti la donna aveva aperto un contro alle Poste. Tramite il libretto degli assegni pagava i vari gioielli che poi rivendeva subito dopo in un altro luogo. Gli assegni facevano riferimento a un conto scoperto. Insomma, il gioiello era l’unica cosa autentica di tutta la vicenda.
Gli inquirenti sono così risaliti ad altri episodi di questo tipo, ch sarebbero avvenuti in provincia, a Cento e a Bondeno. A Verona risulterebbe un’altra denuncia a suo carico. In quell’occasione – gli accertamenti sono ancora in corso -, ospite di un’amica, le avrebbe ripulito la casa di monili e gioielli.
Le indagini della sono scaturite dalla denuncia del titolare di una gioielleria del centro; una astuta signora gli aveva fatto visita a febbraio per comprare un gioiello del valore di 2.650 euro, lo aveva pagato con un assegno postale ed aveva esibito un documento di identità spagnolo.
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