Cento
16 Marzo 2011
Dopo l’assoluzione per calunnia ora davanti al giudice di pace per diffamazione

Tornano in aula i ‘corvi di Cento’

di Marco Zavagli | 2 min

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Cento. Torna nelle aule di un tribunale la vicenda dei “corvi di Cento”. Il caso dei “veleni alla Caricento” vede imputati per diffamazione Marco Mattarelli, dipendente Caricento ed ex presidente dell’associazione ‘Amici della Cassa’, e Antonio Gallini Pirani, imprenditore di Casumaro socio della Caricento.

Il processo è instaurato presso il giudice di pace, dopo che il gup Monica Bighetti, nel dicembre 2009, aveva prosciolto i due imputati dall’accusa di calunnia perché «il fatto non sussiste» (sentenza confermata anche in Cassazione) e aveva disposto il rinvio degli atti alla procura per quanto riguarda l’ipotesi di accusa di diffamazione semplice (vai all’articolo).

I fatti risalgono a qualche anno fa, quando i due imputati – difesi Pirani dall’avvocato Fabio Anselmo e Mattarelli da Pierfrancesco Perazzolo – vengono chiamati a rispondere di  calunnia e diffamazione nei confronti del gotha bancario centese. Era l’autunno del 2004 quando cominciarono a circolare missive con accuse, generiche e argomentate, su alcuni dirigenti e amministratori della Caricento. Lettere che furono inviate a organi della banca centese, ad autorità di controllo degli enti bancari e a personalità del mondo economico centese. Da qui sorse la querela nei confronti dei due imputati e nacque l’indagine svolta dalla pm Cinzia Apicella.

Nel mirino delle lettere c’erano alcuni vertici del mondo bancario centese, costituiti parti civili. Si trattava di Alberto Pivetti (ex presidente Caricento) e di Alberto Cilloni (ex dirigente Caricento e consigliere), assistiti dall’avvocato Alberto Bova.

Ieri si è tenuta l’udienza filtro, con le parti che hanno prodotto le proprie liste di testimoni e le rispettive prove. Il giudice Bergami si è riservata di decidere sulla loro ammissibilità e ha rinviato le parti al 19 aprile per sciogliere le riserve.

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