
L'ambasciata olandese a Roma
Non è nata una crisi diplomatica, ma la sensazione che sia stato sollevato un polverone inutile è forte. Ad Enrico Brandani, finito nei titoli del nostro giornale per l’interrogazione sul Buskers Festival dedicato all’Olanda (vai all’articolo), risponde indirettamente l’ambasciatore in persona. Alphonsus Stoelinga invia da Roma una lettera alla Nuova Ferrara, assicurando – nel caso ce ne fosse bisogno – che il capogruppo di Fli, e i ferraresi, possono dormire sonni tranquilli.
“Leggendo l’intervento del consigliere comunale Brandani – spiega l’ambasciatore sulle colonne della “Nuova” – ho appreso con un certo stupore che egli teme una calata dei barbari dal mio Paese, dove ‘notoriamente è consentito l’uso di droghe leggere’”.
L’ambasciatore dei Paesi Bassi ricorda che la responsabilità di ognuno, olandese o meno che sia, per i propri atti rimane ferma in ogni caso e dubita con fare – in tutti i sensi – diplomatico, che “i malvagi olandesi, imbottiti di droghe varie, sarebbero talmente ‘intolleranti alle regole’ da necessitare una copertura assicurativa per i monumenti della vostra città”.
Nessuna calata di barbari insomma, semplicemente voglia di festeggiare. “Che gli olandesi sappiano festeggiare – continua Stoelinga nella lettera -, lo sa chiunque frequenti le spiagge adriatiche e gli stadi di calcio. Si tratta però di una normale espressione della gioia di vivere, a volte magari un po’ esuberante, ma senz’alcuna voglia di distruggere. E sarà così anche per i giovani che ad agosto verranno a Ferrara per il Buskers Festival”.
Quanto riguarda l’allarme per l’arrivo di “un’utenza dedita al consumo di droghe e alcool”, come la definisce nella sua interrogazione Brandani, “vorrei far presente – controbatte in toni pacati l’ambasciatore – che malgrado la nota politica della ‘tolleranza’, o forse proprio per essa, il numero di olandesi che usano ogni tanto il cannabis è relativamente basso”.
E a dirimere la ‘controversia’ ci pensa anche l’Osservatorio Europeo delle Droghe, che nella sua Relazione Annuale 2010, richiamata dal diplomatico, si afferma che gli assuntori abituali di tali sostanze “sono circa il 5% della popolazione di 15-64 anni, meno che in Francia, Spagna, Gran Bretagna o Italia, mentre l’uso di cocaina tra giovani adulti è limitato a solo l’1%, contro quasi il 3% in Italia”.
“Questo – chiude tranchant Stoelinga – dovrebbe ridimensionare la paura di uno’sballo collettivo arancione’ a Ferrara”.
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