
Marco Carretta
Poggio Renatico. Se la caverà con una semplice oblazione Marco Carretta. Almeno per il momento. Il giudice Rizzieri ha disposto che il titolare dalla Niagara paghi 129 euro più le spese processuali per il reato di pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale. Per il secondo capo di imputazione che lo riguarda, violazione della privacy, l’udienza è stata rinviata al 4 maggio.
I fatti si riferiscono all’apertura del sito www.blogniagara.com, avvenuta nel novembre 2009, in cui vennero inseriti atti, registrazioni di telefonate, documenti relativi ad un’indagine a carico dei luogotenenti dei Noe di Bologna Sergio Amatiello e Vito Tufariello e di un imprenditore bolognese, Marco Varsallona, attivata a seguito di denuncia di Carretta per presunte pressioni indebite a suo danno (il relativo procedimento per concussione a carico dei due ufficiali è pendente a Bologna, la prossima udienza è fissata per il 1 aprile).
Del risultato di oggi si dice “estremamente soddisfatto” il titolare della Niagara, azienda di Poggio Renatico specializzata in gestione dei rifiuti, che rivendica quanto fatto fino ad oggi: “continueremo la nostra battaglia fino alla fine; solo, non capiamo perché queste persone siano ancora in attività”. Quanto alla scelta di pubblicare quelle intercettazioni, l’imprenditore spiega che “la nostra attività ha ricevuto un danno enorme e avevo il diritto di tutelarmi. Avevo paura di perdere tutti i clienti e veder rovinare la società con i suoi dipendenti. Tra l’altro, nel blog ho inserito cose che erano già comparse sui giornali”.
“Lo stesso giudice – aggiunge Carretta – ha evidenziato che non ci sono state omissioni negli atti: abbiamo pubblicato interamente il contenuto delle intercettazioni di cui avevo un legittimo accesso in quanto parte in causa”.
Ma è proprio su questo punto che scuotono la testa le difese. A cominciare dall’avvocato Claudio Maruzzi, che pone una questione di “stato di diritto”: “se passa il principio secondo cui chiunque possa aprire un sito e inserirvi gli atti che gli fanno comodo, tanto più relativi a un procedimento in cui è coinvolto, con commenti orientativi per i lettori, allo scopo di delegittimare gli avversari, allora è la fine dello stato di diritto”.
Quanto alla permanenza in attività dei due carabinieri, è l’avvocato Desi Bruno a replicare che “nessun provvedimento di sospensione è stato preso nei loro confronti. E questo mi sembra una cosa normale, visto che non c’è nemmeno una sentenza di primo grado a giustificarlo”. Ma l’avvocato del foro di Bologna va oltre e avverte come “sono state dette delle enormi falsità a riguardo: non è vero che Amatiello e Tuffariello hanno compiuto delle ispezioni e delle attività in provincia di Ferrara dopo l’avviso di conclusione delle indagini a loro carico”.
“Per quelle dichiarazioni – continua Desi Bruno – è pendente una querela nei confronti dell’avvocato Fabio Anselmo (difensore di Carretta, ndr) per calunnia”.
La tensione rimane alta anche fuori dall’aula di tribunale, insomma. E a questo proposito l’avvocato Bruno fa un appello: “noi il processo lo vogliamo fare in tribunale, senza cercare di condizionare nessuno. Così dovrebbe essere e così finora non è stato”.
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