Politica
14 Febbraio 2011
Impegnati cinque uffici stampa. Al vertice la portavoce del sindaco

Un tavolo ad hoc per le critiche a Cona

di Marco Zavagli | 2 min

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Si chiama “Tavolo tecnico della comunicazione Sant’Anna”. Si riunisce regolarmente, dal settembre del 2010. La finalità è quella di gestire e coordinare le strategie comunicative  in relazione all’apertura del nuovo ospedale, per migliorarne la percezione a livello di opinione pubblica e rispondere alle eventuali critiche che possono arrivare da politici, cittadini e media.

Il tavolo sarebbe diviso in tre gruppi: uno tecnico del Comune; uno relativo ai percorsi di urbanistica partecipata; e uno ad hoc per la comunicazione istituzionale. È su quest’ultimo gruppo di lavoro che si è concentrata l’attenzione di Angelo Storari, portavoce di progetto di Ferrara, che in una lettera fa notare polemico che “il personale di questo tavolo è retribuito dai cittadini”.

Fin qui tutto normale: i componenti sono i responsabili e i rappresentanti dei cinque uffici stampa coinvolti nel progetto (Comune, Provincia, Azienda ospedaliera, Azienda sanitaria e Università) e non risulta che abbiano compensi aggiuntivi per questo “in più” che viene chiesto loro. Ad essi si aggiungono il dirigente dell’area comunicazione del Sant’Anna, il direttore sanitario, la portavoce del sindaco, un rappresentante del gabinetto del sindaco, un tecnico del Comune, un esponente di una azienda locale di comunicazione. Il tutto coordinato dalla portavoce del sindaco Tagliani.

È su quest’ultimo aspetto che Storari storce il naso. L’esponente del Movimento 5 Stelle di Ferrara ricorda che la legge 150 del 2000 (istitutiva delle strutture di  Ufficio Stampa e di portavoce nelle p.a.) recita al comma 3 dell’art. 9 “L’ufficio stampa è diretto da un coordinatore, che assume la qualifica di capo ufficio stampa, il quale, sulla base delle direttive impartite dall’organo di vertice dell’amministrazione, cura i collegamenti con gli organi di informazione, assicurando il massimo grado di trasparenza, chiarezza e tempestività delle comunicazioni da fornire nelle materie di interesse dell’amministrazione”.

“Ci sorge spontaneo – aggiunge – chiederci come possano ottemperare al meglio queste mansioni, coordinati da una figura come quella del portavoce, che ha una finalità chiaramente politica e non istituzionale come recita la stessa legge all’art. 7 comma 1: “L’organo di vertice dell’amministrazione pubblica può essere coadiuvato da un portavoce, anche esterno all’amministrazione, con compiti di diretta collaborazione ai fini dei rapporti di carattere politico-istituzionale con gli organi di informazione”. Un problema politico, insomma, secondo il civico.

“Un processo informativo e comunicativo di questo tipo – lamenta Storari in conclusione -potrebbe coinvolgere le commissioni consiliari di Provincia e Comune, rappresentanti di tutti i cittadini, non di una parte”.

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