Cronaca
11 Febbraio 2011
Il 30 giugno Donigaglia e gli altri dovranno rispondere di bancarotta

Crac Progresso, tutti rinviati a giudizio

di Marco Zavagli | 2 min

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Sentiti durante la mattinata di ieri (lunedì 15 giugno) i primi testimoni del processo per la tragica fine di Emily Vegliante, la carabiniera di 22 anni di Solopaca che era in servizio a San Giovanni in Persiceto, morta l'11 maggio 2023 in un violento incidente stradale lungo la Strada Provinciale 66, nelle vicinanze dell'incrocio tra via Modena e via di Renazzo, nel territorio comunale di Cento

Rinviati tutti a giudizio. Non ha fatto sconti il gup Piera Tassoni. Ieri si è tenuta l’udienza preliminare sul crac della Progresso di Filo (azienda consociata della Coopcostruttori). Gli imputati sono otto, tutti già coinvolti nel processo madre che riguarda l’azienda di Argenta.

Gli otto imputati, infatti, sono coinvolti anche nel processo alla casa madre. L’accusa della pm Ombretta Volta per loro è a vario titolo di bancarotta. Si parte con Giovanni Donigaglia e Renzo Ricci Maccarini, ritenuti amministratori di fatto: in sostanza non figuravano nel cda, erano privi di carica formale, ma prendevano comunque le decisioni. Per loro i difensori, gli avvocati Rita Mitaritonna e Lorenzo Valgimigli, avevano chiesto il rito abbreviato condizionato all’esperimento di una perizia; richiesta respinta dal gup.

Vengono poi i componenti del cda Giorgio Coatti, Roberto Andreotti e Claudio Assirelli (difesi rispettivamente dagli avvocati Beniamino Del Mercato, Giampaolo Remondi e Toschi-Onorati). Tutti e tre hanno rilasciato dichiarazioni spontanee, sostenendo di aver agito in buona fede. L’azienda andava bene, a parer loro, ed è stata inghiottita dal tracollo della Coopcostruttori, che loro non avevano mai sospettato, tanto da rimetterci centomila euro l’uno.

Rinviati a giudizio con loro, il prossimo 30 giugno, anche i tre componenti del collegio sindacale:  Angelo Adamini (avvocati Tarricone e Noccioli), William Brusi (Del Mercato) e Mauro Angelini (Linguerri).

Per l’accusa avrebbero distratto dal patrimonio della società 12 immobili, “cagionando un danno patrimoniale di rilevante gravità” e, con lo scopo di “procurare un ingiusto profitto”, avrebbero “falsificato le scritture contabili”.

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