Primato assoluto. In negativo. Secondo l’ultimo studio della Uil nazionale sulla cassa integrazione nel mese di dicembre 2010, Ferrara guarda tutte le altre città d’Italia dall’alto. O, meglio, dal basso.
Sono 45 le province che hanno visto aumentare, nel mese di dicembre rispetto a novembre, le ore di cassa integrazione. Le prime cinque con l’incremento maggiore sono: Ferrara (più 538,2%), Ragusa (più 508,4%), Chieti (più 417,6%), Gorizia (più 312,5%) e Viterbo (più 288,2%).
L’allarme arriva dai dati del 24° rapporto Uil sulla cassa integrazione, nel quale vengono monitorate “le ore autorizzate a dicembre 2010 nelle diverse gestioni e nei territori – spiega il sindacato – stimando il numero di lavoratori coinvolti e la loro incidenza sull’occupazione dipendente”.
A livello nazionale, nel mese di dicembre, le ore autorizzate di cassa integrazione sono state complessivamente 86,5 milioni, coinvolgendo circa 509 mila lavoratori, in diminuzione del 4,7% rispetto a novembre (rispetto allo stesso mese dell’anno precedente si è registrata una diminuzione del 16,4%).
La diminuzione ha coinvolto la sola cassa in deroga (meno 29,6%), mentre la cassa ordinaria e straordinaria hanno registrato aumenti rispettivamente del 3% e dell’11%. La presenza di lavoratori in cassa integrazione incide per il 2,9% sul totale dell’occupazione dipendente. A livello regionale, è la Basilicata con la percentuale più alta, dove oltre 6 lavoratori dipendenti ogni 100 usufruiscono di tale ammortizzatore sociale, mentre la Valle d’Aosta presenta l’incidenza più bassa (0,2%).
A livello provinciale, l’incidenza maggiore è a Ferrara (il 12,1% dell’occupazione dipendente è in cassa integrazione), mentre la minore ad Aosta (0,2%).
Se si prendono in considerazione le ore autorizzate di cassa integrazione per provincia, poi, Ferrara – come anticipato – non ha eguali. Se nel novembre 2010 le ore ordinarie erano state 29.016, 128.458 quelle straordinarie e 184.493 quelle in deroga, per un totale di 341.967 ore, nei 30 giorni successivi il numero è schizzato rispettivamente a 49.167, 2.071.716 e 61.430 ore, per un totale di 2.182.313. La differenza dei totale fa registrare quindi un aumento del 538,2. Per dare un’idea a livello di proporzioni, Bologna segna una diminuzione nello stesso periodo del 14,4%.
Per capire l’incidenza che possono avere i lavoratori in cassa integrazione sul livello di occupazione dipendente basta guardare i dati: su 106.482 nel 2010 ben 106.482, cioè il 12,1%, è finito in cassa integrazione. A livello regionale non abbiamo paragoni: Bologna registra un 3,6, Forlì un 3,9, Modena il 4,7. Si avvicina a noi, per modo di dire, solo Rimini, con il 6.
Ferrara, con il suo 12,1%, è anche la provincia con la più alta percentuale di lavoratori in cassa integrazione rispetto all’occupazione dipendente di tutta Italia. Seguono Chieti (11,3) e Varese (7,9%).
Altro dato significativo arriva dall’analisi per ramo produttivo. Nell’industria sono state 8.642.378 nell’intero anno 2010 le ore di cig; 300.732 nell’edilizia; 433.918 nell’artigianato e nel commercio; 5.534 negli altri settori (per un totale di 2.482.892 ore).
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