
(immagine d’archivio)
Vigarano Mainarda. Basandosi sui nuovi elementi d’informazione contenuti nella “Lettera aperta” inviata solo pochi giorni fa al sindaco di Vigarano Mainarda dalla consigliera Agnese De Michele, il Gruppo Informale di tutela ambientale ha dato incarico all’ecogiurista Marco Falciano, dello studio legale Storari Cintio di Ferrara, di procedere ulteriormente per vedere tutelati i diritti dei vigaranesi in merito alla questione della centrale biogas di via Frattina dell’azienda Cà Bianchina.
Come prima azione è stata inviata formale lettera di diffida al sindaco, al vicesindaco, all’assessore alle Politiche Ambientali, al Suap e all’Ufficio tecnico.
Lo studio legale fa sapere che tra gli elementi di novità spicca la perizia del Consulente Tecnico d’Ufficio nominato dal Tribunale Ordinario di Ferrara che “ha accertato che il grave dissesto in cui versa la via Frattina, chiusa al traffico da oltre un anno con gravi disagi per i residenti, è da attribuire, per il 97%, ai mezzi in uso all’azienda biogas”. Altro elemento di rilievo è “la mancata applicazione della normativa vigente in materia di impianti alimentati da fonti rinnovabili, entrata in vigore pochi giorni prima dell’accordo sottoscritto tra Comune e azienda, un’omissione che ha impedito all’Amministrazione di incamerare, negli ultimi tredici anni, il 3% annuo dei proventi derivanti dalla valorizzazione dell’energia elettrica prodotta annualmente dall’impianto”.
Dopo aver inviato, il 6 luglio scorso, ad Arpae, Ausl e Comune le proprie “osservazioni” relative alla richiesta di modifica sostanziale dell’Autorizzazione Unica Ambientale avanzata dall’azienda biogas per l’ampliamento del piano di alimentazione dell’impianto, che prevede l’integrazione con letami, pollina e sottoprodotti della panificazione, evidenziandone l’impatto ambientale e veicolare sulle strade, Marco Falciano, sulla base delle notizie rese note a mezzo stampa dalla consigliera De Michele, ha formalmente diffidato l’Amministrazione comunale dal “concludere accordi che non siano aderenti alle prescrizioni previste dalla normativa vigente in materia e, in quanto tali, economicamente sfavorevoli per il Comune di Vigarano e per la salute dei cittadini”.
Inoltre un’ulteriore diffida è stata fatta in riferimento alla procedura di valutazione della richiesta di modifica sostanziale di Autorizzazione Unica, chiedendo che non potrà proseguire se non saranno correttamente incluse le misure compensative previste dall’Allegato 2 comma 2 lettera h del D.M. 10 settembre 2010 (in analogia a quanto già pacificamente definito da oltre dieci anni da altri Comuni limitrofi) e, se non sarà incluso nella stessa Autorizzazione, l’obbligo della rimessa in pristino dello stato dei luoghi a seguito della dismissione dell’impianto, come peraltro previsto dall’art. 15.4. del sopracitato D.M., “misure – dichiarano dal Gruppo Informale – che mirano alla tutela degli interessi della collettività vigaranese”.
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