Non ha parlato nemmeno davanti al giudice per le indagini preliminari, Vladimiro Lombardi, il 52enne fermato poiché gravemente indiziato per il femminicidio della moglie, la 50enne Samanta Zironi, trovata morta all’interno della propria abitazione in via Stefano Gatti Casazza, al Barco.
L’uomo, così come con il pubblico ministero Ombretta Volta, ieri (mercoledì 3 giugno) mattina, all’interno dell’aula C del tribunale di Ferrara, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere anche alle domande del gip Sandra Lepore durante l’udienza di convalida del fermo.
Il 52enne, stando a quanto si apprende, è ancora profondamente scosso e sta metabolizzando a fatica quanto sta accadendo. Nelle prossime ore è attesa la decisione sulla conferma della custodia cautelare in carcere, a cui è attualmente sottoposto, quando il giudice scioglierà la propria riserva.
Secondo le prime ipotesi investigative, Lombardi avrebbe ucciso Zironi impugnando un coltello da cucina, con cui le avrebbe sferrato un solo fendente al torace, vicino al cuore. La scoperta è avvenuta tra venerdì 29 e sabato 30 maggio, poco dopo le 3. A telefonare ai soccorsi per chiedere aiuto è stato lo stesso marito. All’arrivo dei sanitari del 118 e delle pattuglie della polizia di Stato, l’uomo aveva negato il proprio coinvolgimento. Aveva riferito di aver trovato il cadavere così, facendo quindi pensare a un ipotetico suicidio.
Poi, sottoposto a interrogatorio negli uffici della Questura, era rimasto in silenzio davanti alla pm Ombretta Volta.
Al momento, tutta l’abitazione è sotto sequestro. Gli inquirenti hanno sequestrato e repertato ogni elemento ritenuto di interesse investigativo, a partire dal coltello che sarebbe stato utilizzato per uccidere la donna. Sotto sequestro ci sono finiti anche i telefoni cellulari di marito e moglie, oltre che gli altri dispositivi elettronici e informatici rinvenuti nell’appartamento, che verosimilmente saranno analizzati nella consulenza informatica che potrebbe essere disposta durante le prossime settimane.
Così come prossimamente la Procura di Ferrara disporrà anche l’autopsia sul corpo della 50enne.
Contestualmente, gli investigatori della Mobile hanno anche ascoltato i vicini di casa della coppia. Obiettivo è quello di ricostruire le ore precedenti alla tragedia, ma anche di scavare nel passato dei due: si cercano riscontri ai presunti maltrattamenti che la donna sarebbe stata costretta a subire e alle presunte liti che i due avrebbero avuto. L’ultima, stando al racconto di una testimone, sarebbe avvenuta venerdì mezzogiorno, poche ore prima del fatto. Da qui si potrebbe poi arrivare al movente.
Da considerare anche la grave situazione socio-economica che i due stava attraversando da anni.
Quando i sanitari del 118 e i poliziotti sono entrati nell’appartamento, ubicato al primo piano di un condominio Acer, non c’era già più nulla da fare per la donna: era morta. Il coltello – secondo quanto confermato da fonti investigative – è stato ritrovato accanto alla vittima, riversa a terra di fianco al letto matrimoniale con indosso solamente gli slip. Le uniche tracce di sangue sono state rinvenute nella camera da letto della coppia; il resto dell’abitazione risultava invece in ordine.
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