All’Ariosto col coltello. Voleva ferire a caso e togliersi la vita
Nessun movente specifico nell'azione del giovane arrestato dopo l'agguato nei bagni dell'istituto. Da tempo soffre di problemi psichiatrici acuiti dopo la pandemia
Nessun movente specifico nell'azione del giovane arrestato dopo l'agguato nei bagni dell'istituto. Da tempo soffre di problemi psichiatrici acuiti dopo la pandemia
Una relazione da film dell'orrore. Un anno e mezzo di convivenza in cui lui, non solo l'avrebbe riempita di minacce e botte, ma l'avrebbe anche violentata sessualmente, spesso e volentieri perché 'annebbiato' dall'abuso di alcolici e di sostanze stupefacenti
Cinque anni e due mesi di carcere. Arriva un'altra condanna in primo grado per Aissa Moncef, 59enne di nazionalità tunisina già condannato per tentata estorsione ai danni di un ristoratore ferrarese
Restano critiche, ma al momento stabili, le condizioni di Vittorio Sgarbi, ricoverato da mercoledì 30 settembre nel reparto di terapia intensiva del Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma. Il nuovo bollettino è stato diffuso dall’ospedale
Una colluttazione nei bagni del liceo Ariosto di Ferrara è culminata con il ferimento di uno studente di 15 anni con un coltello. È quanto accaduto nella mattinata di mercoledì 30 settembre all'interno dell'istituto ferrarese di via Arianuova.
Bisognerà aspettare ancora un mese per sapere quale sarà la decisione del tribunale di Ferrara sul caso della dipendente comunale licenziata.
La vicenda riguarda una funzionaria di palazzo municipale che venne pedinata dalla Polizia locale, che la fotografò – a quanto pare – mentre si fermava per alcuni minuti al mercato in piazza in orario considerato di lavoro.
Una ricostruzione che è giò stata contestata dalla difesa, ma che ha portato i vertici dell’amministrazione comunale dapprima a denunciare pubblicamente – con post su Facebook e comunicati stampa – la presenza di un anonimo (cosiddetto) ‘furbetto del cartellino’, annunciando poi una dura repressione ad accertamento ancora in corso, e poco dopo al licenziamento in tronco della dipendente, senza passare per altre possibili sanzioni disciplinari.
Nella precedente udienza, non si era raggiunto nessun accordo tra le parti, segnando così il fallimento del tentativo di conciliazione.
Attualmente, la causa è in riserva e bisognerà attendere l’ordinanza del giudice sull’eventuale ammissione delle prove richieste dalle parti.
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