Coperion, nuovo tavolo in Regione: i sindacati proclamano 40 ore di sciopero
Nuovo confronto sulla vertenza Coperion al tavolo di crisi della Regione Emilia-Romagna, ma le distanze tra azienda e sindacati restano
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Lotta tra la vita e la morte un uomo di 83 anni che, nel primo pomeriggio di venerdì 18 settembre, è rimasto gravemente ferito dopo essere stato travolto dal proprio trattore
Arriva una secca smentita di Anas alla notizia pubblicata sul sito della Collini Lavori Spa e riportata dalla stampa locale in merito alla concessione dei lavori per la Ferrara Mare
Tra i professionisti perquisiti anche tre che lavorano a Ferrara. Il legale contesta l’operazione e precisa: "Non accusiamo gli agenti, ma la Procura di Ravenna"
È iniziato ieri mattina, giovedì 17 settembre, davanti alla Corte d'Assise del Tribunale di Ferrara, il processo che vede alla sbarra Matteo Nocera, l'ex infermiere 44enne accusato dell'omicidio volontario pluriaggravato di Antonio Rivola, 83 anni, morto nel settembre 2024 mentre era ricoverato nel reparto di Lungodegenza Post-Acuzie Riabilitativa Geriatrica dell’ospedale Mazzolani-Vandini di Argenta
È stato trovato senza vita martedì sera intorno alle 20 nella sua cella del carcere di Modena. Il giorno successivo doveva presentarsi in videoconferenza davanti al tribunale per un processo a suo carico per un episodio di furto di lieve entità.
Ma quell’udienza lui, Zacaria Baba, 31enne di nazionalità marocchina residente da anni a Pilastri di Bondeno, non si è potuta svolgere.
Secondo quanto riferito al suo avvocato da fonti carcerarie, il 31enne avrebbe inalato il gas della bombola del fornelletto per cucinare.
Eppure quando il suo difensore, l’avvocato Salvatore Mirabile, gli aveva parlato il giorno prima l’aveva trovato “normale, tranquillo”. Anzi, “stavamo preparando strategie processuali per ottenere benefici e poterlo far uscire prima del tempo dal carcere”.
Zacaria era evaso a Ferragosto dal carcere di Ferrara e per quel reato era stato condannato a sei mesi. Il suo difensore sperava di poterlo assegnare ai servizi sociali. Nell’udienza di mercoledì invece doveva rispondere di resistenza a pubblico ufficiale e inosservanza del divieto di far rientro nel comune. Ora invece ha dovuto riferire alla famiglia cosa è successo: “sono distrutti – afferma Mirabile a Estense.com – e vogliono capire cosa sia successo”.
L’avvocato fa presente che Baba condivideva la cella con altri tre detenuti ed “è difficile pensare che possa aver compiuto un gesto simile senza esser visto dai compagni”.
Intanto la pm Claudia Ferrari della procura di Modena ha disposto una tac full body – esame utile a rivelare eventuali ferite o microfratture invisibili ad occhio nudo – che è stata eseguita mercoledì e l’autopsia, effettuati ieri.
All’esame autoptico, oltre al consulente della procura, ha partecipato anche un medico legale incaricato dalla famiglia.
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