A oltre due mesi dall’infortunio di un’infermiera, nella Casa circondariale di Ferrara vengono ancora utilizzati carrelli per la distribuzione dei farmaci giudicati inadeguati e poco maneggevoli. A denunciarlo è la Fials, che in una lettera inviata il 30 ottobre ai vertici dell’Azienda Usl di Ferrara e all’assessorato regionale alle Politiche per la salute torna a chiedere la sostituzione delle attrezzature.
L’incidente sul lavoro, ricostruisce il sindacato, aveva provocato a un’infermiera una frattura costale. A causarlo sarebbe stato l’utilizzo ripetuto di un carrello porta-terapia pesante, poco maneggevole e incompatibile con le barriere architettoniche e i percorsi interni delle sezioni detentive.
La Fials afferma di avere già segnalato le criticità ai vertici aziendali con due comunicazioni del 13 e 14 agosto, chiedendo sia la sostituzione dei carrelli fuori uso o malfunzionanti sia interventi sulle condizioni del servizio infermieristico in carcere.
Nonostante la scelta del modello da acquistare, individuato a fine agosto, i nuovi carrelli non sarebbero ancora arrivati. Secondo quanto riferito dal sindacato, dopo le proteste dei lavoratori sarebbe emerso che la sostituzione è stata bloccata per mancanza di fondi di bilancio.
Una spiegazione contestata duramente dalla Fials, secondo cui sarebbero sufficienti 3 o 4mila euro per acquistare tre o quattro carrelli. “La salute dei lavoratori non può essere subordinata a logiche di risparmio economico”, scrive l’organizzazione sindacale, che definisce la situazione “di inaccettabile gravità”.
La richiesta è di procedere con urgenza alla sostituzione delle attrezzature, dotando gli infermieri di strumenti a norma, leggeri e compatibili con le caratteristiche dei reparti detentivi. Il sindacato richiama anche gli obblighi di prevenzione e sicurezza previsti dal decreto legislativo 81 del 2008 e dall’articolo 2087 del Codice civile.
Nella lettera, firmata dalla segretaria generale territoriale Mirella Boschetti, la Fials parla di “colpevole inerzia” e “indifferenza” da parte dei responsabili aziendali, sostenendo che le problematiche siano note da tempo. In assenza di risposte concrete, conclude il sindacato, saranno valutate insieme ai lavoratori ulteriori iniziative a tutela della salute e della sicurezza degli infermieri impegnati nell’assistenza in carcere.
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