Cronaca
31 Ottobre 2026
Ariful Islam, 26 anni, secondo l'amministratore di sostegno venne urtato da un'auto. Ora l'accesso agli atti in procura per capire se si valuta l'omicidio colposo

Incidente in monopattino, muore dopo un anno di agonia. Catena di solidarietà per riportare la salma in patria

di Redazione | 3 min

Leggi anche

Striscia diffamata da Star Italia, in aula arrivano Antonio Ricci e Max Laudadio

Sono l'anima e il volto di Striscia la Notizia: da una parte Antonio Ricci, 76 anni, autore e creatore del programma, dall'altra Max Laudadio, 55 anni, uno degli inviati storici. Ieri mattina (venerdì 30 ottobre) - davanti alla giudice Rosalba Cornacchia del tribunale di Ferrara - sono stati sentiti come parte civile

Spal di nuovo tra i pro, l’impegno anche davanti al prefetto

Incontro istituzionale nel pomeriggio di venerdì (30 ottobre) per Marcel Bonnici, amministratore delegato della Spal, che - accompagnato dal responsabile finanziario del club biancazzurro Derek Borg - è stato ricevuto dal prefetto Massimo Marchesiello

Aveva attraversato l’Asia, passando per India, Pakistan, penisola Arabica fino in Egitto. Qui era rimasto a lavorare, sottopagato, per raccogliere i soldi necessari a continuare il suo personale esodo. Arrivato in Libia viene rinchiuso in uno dei lager predestinati a chi, senza un passato, cerca un futuro.

Gli rubano i documenti, viene liberato e, finalmente, riesce ad attraversare il Mediterraneo senza diventare uno dei tanti scheletri sepolti nel cimitero marino dell’Europa.

Viene destinato a Ferrara, dove giunge verso la fine del 2024.

Qui inizia subito a lavorare come raccoglitore di frutta. Riesce a guadagnare quel poco che gli basta per vivere e riuscire a inviare qualcosa alla famiglia rimasta in Bangladesh. Dopo aver ottenuto l’occupazione e dimostrato di essersi integrato, fa richiesta per ottenere il permesso di soggiorno.

Il 16 settembre del 2025 ottiene il placet delle autorità. Ma la burocrazia non corre veloce come la sua sorte. Il 26 novembre di quell’anno ha un incidente in monopattino, in serata, mentre torna a casa, in via Vallelunga a Ferrara. Riporta lesioni gravissimi che costringono i medici a operarlo d’urgenza per due volte, a causa di ematomi nelle regione encefalica.

Dopo gli interventi dei chirurghi di Cona, viene ricoverato nel Nucleo Alta Intensità Assistenziale dell’Asp. Qui morirà quasi un anno dopo, il 28 ottobre 2026.

Ariful Islam era il suo nome. Aveva 26 anni.

Di lui, negli ultimi mesi e anche dopo il decesso, si era preso cura l’avvocato nominato dal giudice tutelare come suo amministratore di sostegno.

“Quando l’ho visto per la prima volta a settembre – racconta il legale a Estense.com – Ariful era allettato, riusciva solo a muovere gli occhi, lievemente il collo e una mano (per altro immobilizzata alla sponda del letto perché tendeva a strapparsi le flebo”).

L’avvocato, che preferisce rimanere anonimo (“non voglio che si dica che mi faccio pubblicità”), spiega che “se inizialmente, dopo l’incidente, un poco parlava e riusciva, aiutato, anche a muoversi, le sue condizioni sono poi peggiorate e da circa un mese neppure riusciva più a rispondere “sì” o “no” alle domande dei suoi genitori, in videochiamata con l’assistenza della mediatrice culturale: era completamente assente. E ieri l’altro è andato avanti, probabilmente per una emorragia cerebrale”.

È stato lui, con l’assistenza della mediatrice culturale, ad avvertire in videochiamata la famiglia. “Il padre, tra le lacrime, mi ha chiesto di fare il possibile per far rientrare la salma in Bangladesh. La famiglia, molto povera, non riesce a contribuire”.

E così l’amministratore di sostegno si è rimboccato le maniche. Sul conto corrente di Ariful, dal legale aperto e gestito, c’erano solo 120 euro.

“Ho chiesto un preventivo a una ditta di onoranze funebri che si occupa di questi trasferimenti, e il costo è di 3.700 euro, volo aereo compreso”.

Da qui l’idea di raccolta fondi presso la comunità bengalese. Gli amici hanno offerto 500 euro. Altrettanti sono arrivati “da quella splendida persona della mediatrice”. Il Comune di Ferrara, attraverso il vicesindaco Alessandro Balboni, si è detto disponibile, a funerale, avvenuto, di rimborsare metà dei costi.

Tutto questo in 24 ore. Il secondo giorno l’avvocato riesce a completare la raccolta fondi.

“E’ intervenuta una persona che aveva conosciuto Ariful quando era ricoverato al San Giorgio, che ha voluto versare i 2.700 euro mancanti”.

Ora il corpo di Ariful potrà riposare in pace sulla terra dove è nato. Ma ora si apre un’altra fase.

L’amministratore di sostegno sostiene che l’incidente che lo ha portato alla morte non è stato una fatalità. “Da quanto ho appreso il ragazzo sarebbe stato urtato da un’auto e c’era un testimone”. Da qui l’incarico a un penalista per fare un accesso agli atti in procura e capire se a suo tempo era stato aperto un fascicolo per lesioni colpose. Che ora, con il decesso, diventerebbe omicidio stradale.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com