Il campionato non finisce domenica, ma il Mazza si prepara a vivere una giornata che potrebbe già indirizzare le sorti della stagione. La Spal ospita il Brescello Piccardo nello scontro al vertice tra la prima e la seconda della classe, e Carmine Parlato all’antivigilia sceglie un equilibrio fatto di rispetto e ambizione: “La partita è sicuramente molto importante, anche se il campionato non finisce certo domenica. Dobbiamo rispettare gli avversari, ma allo stesso tempo giocarci le nostre carte a viso aperto”.
Il tecnico non nasconde le qualità della capolista: “Giochiamo contro la prima in classifica, una squadra completa, fisica e con grande qualità in mezzo al campo e soluzioni diverse in attacco. Se hanno vinto 9 partite su 10 c’è un motivo“. Ma la Spal arriva all’appuntamento nel momento giusto, forte di una striscia di vittorie che alimenta la fiducia: “Noi siamo altrettanto in un buon momento, abbiamo fiducia nei nostri mezzi e vogliamo fare di tutto per batterli: affrontare la capolista nel nostro stadio, davanti alla nostra gente, è uno stimolo enorme”.
Sul fronte formazione, l’unico assente sarà Mazza, mentre gli altri sono a disposizione e le scelte arriveranno dopo gli ultimi due allenamenti.
Per una gara di questo livello, spiega Parlato, serve un salto di qualità mentale: “Siamo in fiducia e dobbiamo continuare, dobbiamo fare in modo di alzare ancora di più l’asticella, perché per giocare questo tipo di gare bisogna avere una grande concentrazione e la consapevolezza di essere una squadra importante”. Sul piano tattico, l’allenatore insiste sull’equilibrio tra le due fasi: “Se una squadra lavora bene in tutte e due le fasi riesce ad avere anche meno tiri in porta e allo stesso tempo fare in modo anche di andare a finalizzare. Si lavora in undici in tutte e due le fasi, dobbiamo cercare di fare gol, ma grande attenzione a non prenderne“.
Chiusura dedicata al valore del gruppo, con un richiamo al collettivo: “Abbiamo delle individualità importanti, ma il collettivo è quello che conta. Ho sempre detto che una squadra che gioca in undici è la miglior cosa, poi se all’interno del gruppo si evidenzia ancora di più l’individualità meglio ancora”. Margini di crescita, ammette, ce ne sono: “Dobbiamo sicuramente migliorare moltissimo sotto l’aspetto collettivo“. Spazio infine ai terzini, di cui il tecnico vuole sfruttare le caratteristiche di corsa e spinta “nel migliore dei modi”.
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