Cento
29 Ottobre 2026
Il Comitato Verifica Ricostruzione torna a chiedere chiarimenti sull'utilizzo dei fondi stanziati dopo il terremoto del 2012. Sotto la lente due recenti provvedimenti regionali, tra cui la revoca di 485mila euro per un immobile a Sant'Agostino segnalato dal comitato

Post-sisma, il Cvr chiede risposte a Regione e Procura

(Foto di Archivio)
di Redazione | 4 min

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Cento. Quindici milioni di euro di ulteriori recuperi previsti nell’ambito della ricostruzione post-terremoto e 485mila euro di contributi revocati per un immobile nel territorio di Sant’Agostino. Sono le cifre da cui riparte il Comitato Verifica Ricostruzione (Cvr), che torna a chiedere risposte alla Regione Emilia-Romagna e alla Procura di Ferrara sulla gestione dei finanziamenti pubblici destinati ai territori colpiti dal sisma del 2012. Al centro delle richieste del comitato anche la sorte di 90 esposti che, secondo quanto denunciato dai suoi componenti, sarebbero ancora senza risposta da parte dell’autorità giudiziaria.

A riaccendere l’attenzione sulla questione sono due recenti provvedimenti esaminati dal Cvr: l’ordinanza regionale numero 3 del 12 ottobre 2026 e il decreto numero 483 del 24 settembre 2026, relativo alla revoca totale di contributi precedentemente concessi. Nel primo documento, dedicato al Piano generale pluriennale degli interventi per la ricostruzione, la struttura commissariale prospetta ulteriori istruttorie per complessivi 15 milioni di euro nell’ambito delle attività riguardanti economie, recuperi e restituzioni, comprese le revoche di contributi legati alle procedure Mude e Sfinge. Si tratta dunque di attività ancora da sviluppare, non di somme già interamente recuperate.

Il secondo provvedimento, secondo quanto riferisce il comitato, riguarda invece l’avvio della procedura di recupero di 485mila euro precedentemente erogati per un immobile situato nel territorio di Sant’Agostino, oggi parte del Comune di Terre del Reno. Una vicenda che il Cvr afferma di aver segnalato e sulla quale chiede che venga riconosciuto il contributo della propria attività di controllo civico.

“A questo punto chiederemo ufficialmente un incontro”, annuncia il comitato, lamentando la mancanza di risposte da parte del presidente della Regione Emilia-Romagna e dei sindaci dell’Alto Ferrarese. Nel mirino anche le celebrazioni organizzate a Cento per il quattordicesimo anniversario del terremoto, giudicate dal Cvr eccessivamente autocelebrative a fronte delle questioni ancora aperte. “La città di Cento è ancora terremotata in quanto il municipio è ancora inagibile”, sottolineano i componenti del comitato.

La richiesta principale riguarda la quantificazione delle risorse pubbliche effettivamente recuperate nel corso degli anni e il ruolo eventualmente svolto dalle segnalazioni del Cvr. “Quanti milioni recuperati e soprattutto quanti grazie al Cvr?”, domanda il comitato, rivolgendosi alla Regione, ai Comuni dell’Alto Ferrarese e anche all’europarlamentare ed ex presidente della Regione Stefano Bonaccini. Di quest’ultimo viene ricordata una dichiarazione rilasciata alla trasmissione televisiva Le Iene: “Quando parliamo di soldi pubblici neanche un euro deve essere distolto assolutamente”.

Il comitato torna inoltre a interrogarsi sull’entità complessiva dei contributi oggetto di recupero, chiedendo se la cifra di 100 milioni di euro, già avanzata in passato come propria stima, abbia un fondamento. Una quantificazione sulla quale il Cvr sollecita dati ufficiali, insieme a un bilancio delle procedure avviate e delle somme effettivamente rientrate nelle disponibilità pubbliche.

L’altra questione riguarda la Procura della Repubblica di Ferrara, alla quale il comitato intende chiedere un incontro specifico per conoscere lo stato dei procedimenti legati alle proprie segnalazioni. “Vogliamo ricordare alla pubblica opinione che ben 90 esposti giacciono in procura senza risposta alcuna”, denunciano i componenti del Cvr, precisando di aver richiesto, in ciascuno di essi, di essere informati in caso di archiviazione ai sensi dell’articolo 408 del codice di procedura penale. La cifra e lo stato dei procedimenti sono quelli riferiti dal comitato e non costituiscono, allo stato, un riscontro ufficiale della Procura.

Nella presa di posizione non manca una critica alla magistratura, anche in riferimento ai recenti riconoscimenti economici destinati alla categoria, definiti dal Cvr “esorbitanti ed impensabili per qualsiasi categoria di dipendenti pubblici o privati”. Il comitato rivendica il lavoro svolto gratuitamente dai propri componenti, ritenendo che le segnalazioni presentate meritino un’attenzione specifica proprio perché finalizzate a individuare possibili utilizzi impropri di denaro pubblico.

“Il Cvr non si fermerà”, ribadiscono i componenti, collegando la propria battaglia per la trasparenza alle difficoltà economiche che attraversano il Paese, tra stagnazione, redditi e pensioni bassi e un accesso sempre più difficile ai servizi sanitari pubblici. In questo contesto, secondo il comitato, “tollerare o anche solo minimizzare l’attenzione sullo spreco di denaro pubblico sia criminale”.

La denuncia si allarga infine alla tutela del territorio e dell’ambiente. Il Cvr giudica “altrettanto insopportabile” la scarsa attenzione alle questioni ambientali e quella che considera una possibile strumentalizzazione delle stesse per finalità urbanistiche o speculative. Un fronte che si aggiunge alla verifica dei finanziamenti post-sisma e sul quale il comitato intende continuare a intervenire, mentre resta aperta la richiesta di conoscere quanti fondi siano stati effettivamente recuperati, quanti siano ancora da restituire e quale esito abbiano avuto le segnalazioni presentate negli anni.

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