Sono passati oltre nove mesi dall’ultimo concerto di Officina Meca e, a oggi, non esiste ancora una prospettiva concreta per la riapertura del circolo Arci sotto il Grattacielo di Ferrara.
Arriva durante il primo giorno dell’edizione 2026 di Strati della Cultura, organizzato da Arci, che ha come tema Abitare l’impossibile, l’intervento di Officina Meca su quella che definiscono “una grande perdita per noi e per la città”.
L’ultimo live al circolo risale al 10 gennaio poi, nella notte tra il 10 e l’11 gennaio, un principio di incendio nel vano contatori del Grattacielo ha dato inizio a una vicenda che, a distanza di mesi, non ha ancora trovato una soluzione. “Nelle ore immediatamente successive – raccontano -, come volontari del circolo, ci siamo messi a disposizione per liberare parte degli spazi, utilizzati per prestare una prima assistenza alle persone sgomberate”.
Il 22 gennaio arriva l’ordinanza del sindaco Alan Fabbri dichiarava temporaneamente inagibili i locali delle Torri A, B e C del Grattacielo, coinvolgendo circa 500 persone costrette ad abbandonare le proprie abitazioni.
Ricordano che il provvedimento “non riguardava il cosiddetto blocco aggiunto, quello in cui si trova Officina Meca” e che “nonostante questo, anche il circolo è stato chiamato a lasciare i propri spazi”.
Il 7 febbraio, dopo quasi otto anni di attività, i volontari di Meca hanno dovuto smantellare gli allestimenti, svuotare il locale e riconsegnare le chiavi. La speranza era quella che si potesse “trovare rapidamente una soluzione”.
“Dopo un primo contatto con il sindaco Alan Fabbri – raccontano -, in cui rassicurava l’associazione sul fatto che l’amministrazione si stesse adoperando per individuare soluzioni rapide per la riapertura dei locali commerciali alla base del Grattacielo, non è seguita nessun’altra indicazione concreta.”
Spiegano di aver inizialmente scelto di mantenere una posizione defilata, “per rispetto delle persone coinvolte nella ben più grave emergenza abitativa e costrette a lasciare le proprie case”.
In seguito l’associazione ha iniziato a chiedere un confronto diretto con l’amministrazione comunale, ma si è trovata “di fronte a una serie di appuntamenti concordati e successivamente annullati, senza che venissero fornite risposte sul futuro dello spazio”.
“Parallelamente – continuano i volontari del circolo -, il nostro festival estivo Carino! non è stato coinvolto nelle attività di Giardino per tutti, nonostante Officina Meca sia stata la prima realtà a immaginare e realizzare esperienze culturali e aggregative di questo tipo nel quartiere, nonché tra le prime a prendere parte allo stesso progetto Giardino per tutti.”
Il primo incontro con l’amministrazione è arrivato solamente il 24 settembre quando sono “finalmente riusciti a ottenere” ciò che avevano “richiesto da mesi”. “Anche in quell’occasione, però, non sono emerse prospettive chiare né indicazioni concrete sui tempi e sulle possibilità di riapertura.”
“Oggi – proseguono – ci troviamo quindi nell’impossibilità di dare risposte ai nostri circa 800 soci, tra cui una ventina di volontari che hanno garantito per anni l’attività settimanale del circolo e che, anche durante questi mesi di chiusura, non hanno mai smesso di sostenerci. Eppure, il blocco esterno dell’edificio in cui si trova Officina Meca non risulta interessato dall’ordinanza di inagibilità. Altre attività nelle immediate vicinanze hanno potuto continuare a operare, mentre per il nostro circolo non è stata ancora individuata una soluzione.”
Per otto anni i volontari hanno “lavorato per costruire un luogo di cultura e aggregazione” con centinaia di concerti, proiezioni, spettacoli, dibattiti e iniziative, molte di queste “gratuite o accessibili a prezzi popolari”. “Un’attività costruita dal basso, grazie a decine di persone e a centinaia di soci.”
“Officina Meca – spiegano – non è stata soltanto un luogo in cui organizzare eventi, ma uno spazio capace di creare relazioni, offrire opportunità alla scena culturale indipendente e contribuire alla vita sociale ed economica del quartiere. Uno spazio costruito da giovani per i giovani, in una zona della città troppo spesso raccontata soltanto attraverso le sue criticità.”
Per questo chiedono all’amministrazione comunale di “assumersi la responsabilità di una scelta chiara sul futuro di Officina Meca, di chiarire quali siano gli eventuali impedimenti alla riapertura e di avviare finalmente un confronto concreto, con tempi e prospettive definiti”.
“Dopo nove mesi di attesa – concludono -, crediamo che il nostro circolo, i suoi volontari e le centinaia di persone che lo hanno attraversato meritino una risposta.”
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