Attualità
15 Ottobre 2026
Secondo il sondaggio di Udicon, per l'81% dei cittadini i prezzi sono fuori mercato e il 54,5% teme di dover lasciare casa. Il 72,7% giudica inadeguati gli interventi pubblici a sostegno degli inquilini

Emergenza casa a Ferrara, l’affitto divora oltre un terzo del reddito

di Redazione | 3 min

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A Ferrara l’emergenza affitti ha superato la soglia di guardia: per oltre otto residenti su dieci (l’81,8% degli intervistati), i prezzi degli annunci immobiliari sono ormai del tutto fuori mercato e sproporzionati rispetto alle reali disponibilità economiche. È l’istantanea senza sconti che emerge dall’ultimo sondaggio online curato da U.Di.Con. Emilia-Romagna, che ha analizzato l’impatto della crisi abitativa sul territorio estense. Un quadro che fotografa una città in cui trovare una casa accessibile è diventato un’impresa quasi impossibile per lavoratori e famiglie.
Il bilancio mensile delle famiglie conferma questa enorme difficoltà. Per quasi la metà del campione (il 45,5%), la spesa mensile netta per il canone si attesta tra i 400 e i 600 euro (escluse le spese condominiali). Un esborso che aggredisce i risparmi in modo preoccupante: per ben sette intervistati su dieci (il 72,7%), l’affitto drena oltre un terzo del reddito mensile netto, mentre per più di un ferrarese su quattro (il 27,3%) la situazione è persino peggiore, arrivando a divorare più della metà delle entrate complessive del nucleo familiare.

La spinta verso la provincia e lo scudo delle garanzie

La insostenibilità dei canoni sta ridisegnando la demografia cittadina. Negli ultimi ventiquattro mesi, il 18,2% degli intervistati è già stato costretto a cambiare casa a causa di aumenti fuori controllo. Inoltre, oltre la metà dei residenti in affitto (il 54,5%) dichiara di vivere sotto la minaccia psicologica costante di dover abbandonare la propria casa a stretto giro perché le spese correnti sono ormai “al limite”. Per sopravvivere alla crisi, il 27,3% dei rispondenti ha dovuto abbandonare il capoluogo o sta orientando le proprie ricerche esclusivamente nei piccoli comuni della provincia. Un altro 27,3% ha valutato seriamente lo stesso spostamento, ma si dichiara frenato dall’impatto dei costi di trasporto legati al pendolarismo, che finirebbero per azzerare il risparmio sull’affitto. A soffocare le opportunità di chi cerca casa si aggiungono i filtri rigidi eretti a causa della percezione del rischio morosità. Per il 36,4% degli intervistati, la paura del mercato genera selezioni d’ingresso insostenibili, con richieste stringenti di garanzie o contratti a tempo indeterminato multipli. Il 18,2% segnala invece come la medesima insicurezza spinga i titolari a dirottare gli alloggi verso i circuiti dei canoni brevi o turistici, impoverendo ulteriormente il portafoglio di case destinate alla residenzialità stabile delle famiglie.

Le politiche pubbliche

Nel sondaggio è stato chiesto anche un giudizio sulle misure di sostegno locali: per la stragrande maggioranza dei cittadini (il 72,7%), l’azione delle amministrazioni pubbliche (Regione e Comuni) è “del tutto inadeguata”. Viene espressa la chiara necessità di fare molto di più con contributi diretti e interventi d’emergenza concreti, a fronte di appena un 9% che considera sufficienti le risorse attuali.
“I dati registrati a Ferrara  – afferma Antonio Rachele, commissario regionale di U.Di.Con. – dimostrano come la tensione abitativa stia seriamente compromettendo la coesione sociale e il benessere dei cittadini. Il mercato estense soffre di una carenza strutturale di risposte per le famiglie e per chi vuole stabilirsi a lungo termine nel territorio. Le soluzioni adottate finora non bastano più. Serve ragionare su un piano straordinario per l’abitare che non solo offra sussidi diretti e immediati agli inquilini in affanno, ma che sappia anche incentivare i locatori virtuosi attraverso un sistema di garanzie pubbliche. Bisogna rassicurare chi affitta per tornare a immettere immobili sul mercato del lungo periodo a prezzi accessibili, ponendo un freno a selezioni d’ingresso che sono diventate ormai escludenti”.
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