Bondeno. Non è solo la consegna di una chiave, ma l’inizio di un nuovo capitolo di vita. Con il primo progetto di convivenza, prende ufficialmente il via il progetto comunale “Condominio Inclusivo”, un’iniziativa che trasforma tre spazi totalmente ristrutturati e privi di barriere architettoniche in un’opportunità concreta di emancipazione per persone con disabilità fisica e psico-fisica. Si tratta di una esperienza che dimostra come la sinergia tra istituzioni, la cooperazione e la presenza di una rete territoriale siano in grado di ridefinire il concetto di “abitare” e di “assistenza”.
«La parola chiave è “opportunità” – spiegano il sindaco Simone Saletti e l’assessore alle politiche sociali Ornella Bonati –. Con il “Condominio Inclusivo” restituiamo alle persone la possibilità di scegliere come e dove vivere. Questi tre bilocali, di proprietà del Comune di Bondeno (con utenze autonome; ndr) e riqualificati grazie ai fondi dedicati dei “Contratti di Quartiere” sono completamente attrezzati per chi ha ridotte capacità di mobilità. L’obiettivo non è semplicemente dare un tetto alle persone fragili del territorio, ma fornire tutti i sostegni necessari affinché ciascuno possa raggiungere il massimo livello possibile di autonomia, rimanendo protagonista della propria quotidianità».
«Per Cooperativa Serena è motivo di grande soddisfazione contribuire alla realizzazione di questo progetto, che mette al centro la persona e il suo diritto a vivere in un contesto accogliente e inclusivo. Crediamo che abitare non significhi soltanto avere una casa, ma anche poter costruire relazioni, coltivare la propria autonomia e sentirsi parte attiva di una comunità più ampia», afferma Beatrice Cavalieri, direttrice di Cooperativa Serena.
«Il nostro impegno sarà quello di garantire servizi di supporto e sorveglianza attenti e affidabili, capaci di offrire sicurezza e tranquillità, senza mai perdere di vista l’importanza dell’autonomia e dell’autodeterminazione. Vogliamo contribuire a creare un contesto in cui l’inclusione sia un’esperienza concreta e quotidiana», aggiunge Angela Dianati, coordinatrice del Centro Airone.
All’inaugurazione erano presenti anche gli amministratori di sostegno delle persone coinvolte nel progetto, la dirigente del settore Paola Mazza, l’assessore alla scuola, Francesca Aria Poltronieri, mentre al progetto collabora nell’assistenza alla persona anche la Cooperativa “In Cammino”.
L’assistente sociale del Comune, Giovanni Bonura, ricorda come: «C’è una forte integrazione tra pubblico e privato sociale. Il Servizio Sociale si occupa dell’individuazione degli utenti, degli abbinamenti, della regia complessiva dei percorsi personalizzati – spiega –. La gestione amministrativa dell’immobile e il servizio di sorveglianza per eventuali emergenze sono, invece, affidati alla cooperativa Serena, garantendo così uno standard di sicurezza e tranquillità costante per gli inquilini». Oggi il primo progetto di convivenza prende il via. Cosa rappresenta questo momento? «Un traguardo straordinario – spiegano i presenti alla cerimonia di inaugurazione –. Senza questo progetto, l’unica alternativa per la persona che verrà ospitata sarebbe stata l’inserimento in una struttura residenziale. Invece, grazie a un pacchetto di interventi integrati, coordinato dal Servizio Sociale, l’abbinamento con una persona fragile in carico agli stessi Servizi ha contribuito a realizzare una rete d’aiuto solidale». Il citato pacchetto comprende, invece: l’assistenza domiciliare, il servizio pasti e sostegni economici dedicati. Un ruolo fondamentale è svolto anche dagli “amministratori di sostegno” di entrambi i soggetti e da una straordinaria rete amicale che si è stretta attorno. «È la dimostrazione che, quando le risorse formali e informali e l’umanità del territorio lavorano insieme, il sogno dell’indipendenza può diventare realtà».
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