di Giada Zerbini*
I dati dell’Indice della criminalità 2026 del Sole 24 Ore impongono un confronto sulle politiche di sicurezza. Dopo anni di governo, il centrodestra ferrarese deve rispondere delle proprie scelte e della loro efficacia.
Il dato riguarda le denunce nell’intera provincia, non il solo capoluogo, ma si affianca alle cronache cittadine degli ultimi mesi. Un quadro che impone al centrodestra ferrarese di rispondere delle scelte fatte, della loro efficacia e di quelle non fatte. Per anni hanno accusato la sinistra di sottovalutare i problemi e giustificare chi delinque. Oggi, dopo anni di governo, non possono continuare a presentarsi come la soluzione e a comportarsi come se la responsabilità fosse sempre di qualcun altro.
Le cronache recenti raccontano dell’accoltellamento al liceo Ariosto, della rissa con feriti alla stazione, dell’aggressione in centro a due ragazzi da parte di un gruppo di coetanei, dei continui furti in appartamento. Già a settembre il Pd aveva richiamato l’attenzione della Giunta sulle violenze in galleria Matteotti e sull’aggressione ai carabinieri a Pontelagoscuro. Fatti diversi, che richiedono risposte diverse e pongono domande concrete sulla sicurezza delle persone.
Chi ha paura va ascoltato e protetto. Non deve aspettare che una statistica gli dia ragione. Anche quando un dato migliora, non viene meno il dovere di proteggere chi ha subito un reato o teme per i propri figli quando escono di casa. Il compito della politica è farsi carico di queste preoccupazioni e dare risposte.
L’amministrazione deve rendere conto delle proprie scelte alla luce dei dati e degli episodi ricordati: quali interventi ha messo in campo, quanto ha investito in prevenzione e contrasto dei reati e con quali risultati.
Prevenzione e contrasto devono procedere insieme: nessuna giustificazione per chi delinque, protezione concreta per chi subisce violenza. Le forze dell’ordine vanno sostenute, non lasciate a fronteggiare ogni problema. Servono presidio dei quartieri, una Polizia locale nelle condizioni di operare, educatori e servizi sociali e sanitari che lavorino insieme. Le scuole, le famiglie, i commercianti non possono essere lasciati soli.
I progetti esistono, anche grazie alle risorse regionali, ma richiedono continuità e verifica dei risultati. L’amministrazione presenti nelle sedi consiliari dati comunali confrontabili nel tempo e un bilancio degli interventi: quali problemi restano irrisolti? Che cosa va corretto e con quali tempi e risorse?
Lo abbiamo già detto: la delega è alla sicurezza, non alle rassicurazioni. Il centrodestra ha chiesto fiducia sostenendo di avere le risposte. Dopo anni di governo del territorio, deve rendere conto di quelle date e di quelle che ancora mancano. Non basta indicare ogni volta un colpevole altrove: bisogna assumersi la responsabilità di ciò che si può e si deve fare e di ciò che non si è fatto. Il diritto delle persone a vivere sicure viene prima del bisogno di chi governa di difendere la propria immagine.
*segretaria dell’Unione comunale del Pd Ferrara
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