Disponibile da oggi su tutte le piattaforme e negli store digitali il nuovo progetto discografico del cantautore Leonardo Veronesi, un autore con una lunga militanza nella canzone d’autore che torna con un lavoro che è una fotografia perfetta del nostro tempo.
“Mi adeguo… con moderazione” è un titolo ironico e fortemente provocatorio. L’album racchiude infatti una riflessione acuta sulla società contemporanea e sul compromesso quotidiano tra il desiderio di rimanere fedeli a sé stessi e le pressioni a conformarsi. L’immagine di copertina, che ritrae l’artista in un momento informale, con una tazzina in mano e un gesto in movimento che sembra dire…mah, rappresenta il tono del disco: diretto, quotidiano, ma ricco di sfumature e di senso, un ritorno alla verità più autentica.
“Mi adeguo… con moderazione” esplora le contraddizioni di un mondo in continua e rapida trasformazione. Veronesi affronta temi di attualità, relazioni e introspezione personale con la sua cifra stilistica distintiva, fatta di arrangiamenti accurati e testi che combinano ironia, poesia e critica sociale. È l’album in cui più che mai accetta il tempo che passa e non si vergogna degli anni che indossa senza strizzare l’occhio alle mode, orgoglioso del bagaglio estetico culturale assimilato negli anni come, per esempio, i film trash anni 80 con Pozzetto e Celentano, l’analisi sociale di Paolo Villaggio con il suo personaggio Fantozzi ecc.
Questo progetto rappresenta una sorta di “resistenza ironica” e consapevole: un invito a vivere la contemporaneità senza lasciarsi travolgere del tutto dai suoi ritmi e dalle sue omologazioni. Il titolo è già un manifesto. “Mi adeguo” è quello che ci sentiamo dire ogni giorno. “Con moderazione” è la risposta di Veronesi: un adeguarsi con intelligenza, con ironia, senza mai vendersi del tutto e soprattutto senza esagerare perché c’è un limite a tutto. Un album che fluttua tra momenti di denuncia sociale raccontati con il sorriso sulle labbra e momenti molto introspettivi e personali. Mi adeguo con moderazione contiene anche una sorta di presa di coscienza del fatto che siamo italiani e non siamo avvezzi alle rivoluzioni come i Francesi, quindi stoica sopportazione con la speranza che non si tiri troppo la corda.
L’album, che contiene anche il brano omonimo di cui è appena uscito il videoclip ufficiale, prosegue la linea del suo cantautorato surreale e impegnato, capace di passare dal pop alla satira sociale con quella leggerezza che è il suo marchio di fabbrica. Un album moderno e classico allo stesso tempo, curato negli arrangiamenti, che non segue mode ma crea un dialogo reale tra testi e musiche.
La copertina, solo apparentemente casuale, è in realtà un autoritratto di vita quotidiana, come spiega lo stesso Veronesi: “C’è la cucina della vecchia casa, si intravede il segnalibro de ‘L’anarchia della ragione’ dove in copertina c’è la foto di mio padre. È un’immagine di vita, strappata così per caso nel quotidiano, che è proprio dove io cerco di adeguarmi con moderazione.”
Ma è la postura stessa a raccontare il senso profondo del disco:
“Questa postura rappresenta la naturalezza, rappresenta veramente me stesso che mentre bevo il caffè do spazio a sentimenti legati a ricordi, a giovinezza, a pensieri sull’attualità recente, però senza filtri.
Sette album alle spalle – da “Uno” a “Il teatrino dell’inutilità” – due Zecchino d’Oro come autore, sigle TV e collaborazioni: Veronesi arriva a questo disco con la libertà di chi non deve più dimostrare nulla.
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