Tre iniziative dedicate alla salute mentale, alla qualità della relazione di cura, al contrasto dello stigma e all’attenzione ai bisogni specifici delle donne accompagneranno a Ferrara, dall’8 al 10 ottobre, in concomitanza con la Giornata mondiale della salute mentale (10 ottobre). A queste si affianca l’adesione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara alla prima edizione dell’(H) Open Weekend sulla salute del cervello di Fondazione Onda Ets dall’8 all’11 ottobre e rivolto alla promozione di una visione integrata nella quale neurologia e psichiatria collaborano per intercettare precocemente i bisogni di salute e orientare le persone verso percorsi appropriati di diagnosi, cura e assistenza.
“DONNA E SALUTE MENTALE: DALL’INTERCETTAZIONE DEI BISOGNI AGLI INTERVENTI PERSONALIZZATI”. Il primo appuntamento è in programma giovedì 8 ottobre, con il convegno promosso nell’ambito delle attività del Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell’Azienda Usl di Ferrara. L’incontro si svolgerà nella Sala ex Refettorio San Paolo, in via Boccacanale 19 a Ferrara, dalle ore 9 alle 13 e dalle 14 alle 17 L’iniziativa è aperta anche alla cittadinanza. Il programma affronta il rapporto tra genere, salute mentale, prevenzione e personalizzazione degli interventi. Dopo l’introduzione ai lavori saranno approfonditi i bias di genere espliciti e impliciti; il riconoscimento della violenza di genere; l’obbligo di refertazione per l’operatore sanitario; il ruolo del referto psicologico nel contrasto alla violenza di genere; la tutela degli orfani di femminicidio; l’autismo e la salute mentale nelle bambine e nelle adolescenti, con particolare attenzione alla diagnosi precoce. Il confronto proseguirà sulla salute mentale della donna neurodivergente nelle diverse transizioni della vita, sulla psicopatologia della donna migrante, sui percorsi di supporto psicologico per le donne migranti, dall’accoglienza ambulatoriale alla “Ruota delle Donne” e sul peso delle aspettative di genere nella crescita.
“LE PAROLE CHE CURANO – IL RESPIRO NELLA RELAZIONE DI CURA” (dall’8 al 10 ottobre) è il titolo dell’incontro che integra evidenze scientifiche, riflessione umanistica ed esperienze corporee, con l’obiettivo di offrire strumenti applicabili nella pratica professionale quotidiana. Sede dell’appuntamento, il Monastero di Sant’Antonio in Polesine, via del Gambone 15 a Ferrara. Il percorso è promosso nell’ambito delle attività del Dipartimento di Sanità Pubblica, del Dipartimento delle Fragilità e delle Scuole che promuovono Salute, in collaborazione con l’Unità Operativa di Formazione e Università degli Studi di Ferrara. I destinatari comprendono professionisti sanitari, operatori socio-sanitari, educatori e insegnanti, psicologi e psicoterapeuti, assistenti sociali e operatori impegnati nella relazione di aiuto. La metodologia combina lezioni magistrali, contributi scientifici specialistici, laboratori esperienziali, pratiche corporee di respirazione, confronto tra professionisti e apprendimento riflessivo.
Giovedì 8 ottobre (dalle ore 9 alle 17.45) la giornata sarà dedicata ai temi dell’umanizzazione dei percorsi di cura, del ruolo dei professionisti nella relazione con il paziente e del valore delle parole nei processi assistenziali. Saranno approfonditi il passaggio dalla singola prestazione a un vero progetto di cura e il significato della comunicazione come parte integrante dell’assistenza. Nel pomeriggio il lavoro proseguirà con una sessione plenaria e con attività suddivise in gruppi. Venerdì 9 ottobre (dalle ore 9 alle 18.30) il percorso assumerà una dimensione maggiormente esperienziale, con una pratica guidata di respirazione consapevole e attività laboratoriali in piccoli gruppi. La giornata comprenderà inoltre un momento di confronto con i relatori, un intermezzo musicale e, in serata, lo spettacolo teatrale “Prima delle parole” al Teatro Off. Sabato 10 ottobre (dalle ore 9 alle 13) il programma si concluderà con “Camminare il respiro”, laboratorio esperienziale intensivo dedicato alla dimensione corporea e alla relazione di cura. Per la partecipazione alle attività pratiche è consigliato un abbigliamento comodo.
“LA QUARTA DIMENSIONE DELLA MALATTIA MENTALE: DALLO STIGMA ALLA PARTECIPAZIONE NELLA COMUNITÀ”. La riflessione sulla salute mentale si allargherà alla comunità venerdì 9 ottobre, dalle ore 8.30 alle 13, alla Biblioteca Bassani, via Grosoli 42 a Ferrara. L’appuntamento è pensato come un momento di incontro aperto alla cittadinanza per promuovere la salute mentale di comunità, contrastare il pregiudizio e valorizzare percorsi di inclusione e partecipazione. Al centro saranno le voci di professionisti sanitari, utenti, familiari e associazioni del territorio, chiamati a condividere esperienze e progetti concreti di sensibilizzazione e contrasto allo stigma. L’ingresso è libero. L’obiettivo – come indicato dal DATeRP, in collaborazione con il Daismdp – è richiamare l’attenzione sulle forme di esclusione sociale che possono ancora interessare le persone con disagio psichico e, contemporaneamente, mettere in evidenza le azioni antistigma già sviluppate dai servizi sanitari e dagli enti del territorio. Utenti dei servizi, familiari, associazioni e attori locali saranno quindi parte attiva del confronto, anche attraverso differenti modalità espressive, in una prospettiva fondata su inclusione sociale, accettazione e pieno accesso alle opportunità della comunità ferrarese.
I dati riportati da Fondazione Onda ets restituiscono la dimensione dei bisogni di salute: in Italia sono oltre 1 milione e 430 mila le persone che convivono con una demenza, con una previsione di circa 2,2 milioni entro il 2050; l’emicrania interessa più di 8 milioni di italiani e circa 600 mila persone convivono con l’epilessia. Sul versante della salute mentale, il materiale riporta la stima Istat di 3,7 milioni di persone, pari al 7% della popolazione con più di 14 anni, che nell’ultimo anno hanno sofferto di disturbi ansioso-depressivi; nel 2024 oltre 845 mila persone si sono rivolte ai Dipartimenti di Salute Mentale del Servizio Sanitario Nazionale. I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione interessano oggi, secondo i dati riportati, oltre 3 milioni di persone, rispetto alle circa 300 mila dei primi anni Duemila.
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