È stata rinviata al 2 febbraio l’udienza relativa all’incidente mortale avvenuto nella mattina del 18 giugno a Ro Ferrarese, nel quale ha perso la vita Gianni Pasti, 66 anni, residente a Coccanile. L’uomo era in sella al proprio scooter quando, poco dopo le 8, si è scontrato con un camper.
La Procura di Ferrara, sulla base degli accertamenti effettuati, sarebbe orientata a chiedere l’archiviazione del procedimento, non avendo ravvisato elementi di responsabilità nella condotta del conducente del camper. Il legale di parte civile parrebbe invece intenzionato ad opporsi alla richiesta di archiviazione.
L’udienza è stata rinviata a causa dell’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale proclamata dall’Unione delle Camere Penali dal 23 al 29 settembre. L’astensione è stata indetta in relazione alla vicenda delle captazioni illegittime dei colloqui tra detenuti e difensori presso il carcere di Perugia “Capanne”, in assenza, secondo i penalisti, di risposte istituzionali sulla questione.
Secondo la ricostruzione contenuta negli atti della Procura, lo scooter condotto da Pasti proveniva dalla strada provinciale che collega Copparo a Polesella. Il camper, invece, proveniva da via Benetti e si stava immettendo sulla provinciale in direzione di Copparo.
Il conducente del camper, fermo allo stop, avrebbe avuto inizialmente la visuale libera. Secondo la ricostruzione della Procura, soltanto dopo essersi immesso sulla provinciale avrebbe potuto vedere lo scooter in arrivo. La consulenza tecnica avrebbe stabilito che il mezzo a due ruote sarebbe diventato visibile circa un secondo dopo l’immissione del camper sulla strada.
Sempre secondo la consulenza, in quel momento lo scooter avrebbe proceduto a una velocità superiore di circa 30 chilometri orari rispetto al limite di 50 km/h. Alla vista del camper, Pasti avrebbe perso il controllo dello scooter, che avrebbe iniziato a sbandare fino a finire contro il camper, che si trovava nella propria corsia di marcia.
Per quanto riguarda la condotta del conducente del camper, la ricostruzione della Procura evidenzia che, una volta visto lo scooter, l’automobilista avrebbe scelto di proseguire la marcia anziché fermarsi, liberando così la traiettoria dello scooter. Una decisione presa in pochi istanti che, secondo le conclusioni della consulenza, sarebbe stata compatibile con la possibilità di evitare l’impatto nel caso in cui lo scooter avesse proceduto alla velocità prevista dal limite di 50 km/h.
Saranno ora gli sviluppi dell’udienza del 2 febbraio a chiarire la posizione della parte civile e l’eventuale prosecuzione del procedimento.
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