Economia e Lavoro
30 Settembre 2026
Incontro dello "Sportello in Comune" con gli avvocati Massimo Cerniglia e Alessandro Caponi. Al centro le domande FIR respinte o non accolte e gli esiti delle recenti audizioni in Commissione parlamentare d’inchiesta

Carife, il Movimento Risparmiatori Traditi: “Dietro ogni numero di protocollo c’è una persona”

di Redazione | 5 min

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La situazione degli ex risparmiatori Carife che hanno avuto problemi nell’accesso al Fondo Indennizzo Risparmiatori (Fir) è stata al centro dell’incontro organizzato martedì 29 settembre nella Sala Zanotti del Comune di Ferrara, con gli assistiti dello “Sportello in Comune” del Movimento Risparmiatori Traditi e gli avvocati Massimo Cerniglia e Alessandro Caponi, consulenti del Centro Consumatori Italia e di Ferrara Civica Culture.

L’appuntamento è stato anche l’occasione per fare il punto sulle recenti audizioni delle associazioni dei risparmiatori e di Bper davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, presieduta dal senatore Pierantonio Zanettin.

Secondo quanto riferito dal Movimento Risparmiatori Traditi, negli ultimi mesi lo “Sportello in Comune” ha raccolto numerose segnalazioni di ex risparmiatori Carife che hanno visto respingere, in tutto o in parte, le proprie richieste di accesso al Fir, nonostante le domande fossero state presentate entro il termine del 18 giugno 2020.

Tra le questioni affrontate durante l’incontro c’è quella relativa alle diverse modalità previste per presentare la domanda di indennizzo. Milena Zaggia, del Movimento Risparmiatori Traditi e responsabile dello Sportello, ha parlato di casi nei quali la scelta della procedura forfettaria avrebbe precluso l’accesso alla procedura ordinaria, anche in situazioni nelle quali il richiedente non possedeva i requisiti necessari per ottenere il rimborso attraverso il primo percorso.

“La giurisprudenza, fino alla Cassazione, – spiega Zaggia – ha, invece, evidenziato la contraddizione del sistema, mettendo in discussione una rigidità che ha prodotto effetti ingiusti. Non è stato valutato il diritto sostanziale del risparmiatore, ma la correttezza formale del percorso scelto. Il principio dal quale allora si era partiti era semplice: una procedura accessibile al singolo risparmiatore, senza la necessità di ricorrere a professionisti, associazioni o intermediari. La realtà, però, è diversa. La presenza di due diversi binari di accesso – forfettario (35.000€ reddito o 100.000€ patrimonio mobiliare) e ordinario – insieme alla complessità della documentazione richiesta e alla necessità di qualificare correttamente la posizione, ha generato numerosi errori. Errori commessi da risparmiatori che si sono autogestiti, ma, in diversi casi, anche da professionisti, associazioni e soggetti che li assistevano non sempre gratuitamente”.

Un ulteriore problema segnalato durante l’incontro riguarda l’accesso alle pratiche già presentate. Per intervenire sulla propria posizione attraverso la procedura attualmente disponibile, il risparmiatore deve disporre dei riferimenti della domanda originaria, tra cui username, password e numero di protocollo Consap.

Secondo lo Sportello, alcuni ex risparmiatori non disporrebbero di tutte queste credenziali perché, al momento della presentazione della domanda, si erano affidati a soggetti terzi. Da qui la richiesta di verificare caso per caso la situazione delle singole pratiche, ricostruendo la domanda originaria, il percorso seguito, la documentazione prodotta e le eventuali motivazioni del rigetto.

“Abbiamo incontrato risparmiatori alle prese con prescrizioni, rigetti, documentazione incompleta, – ricorda Zaggia – domande presentate nel percorso sbagliato, difficoltà nel reperire gli archivi e problemi nella ricostruzione delle operazioni finanziarie. Abbiamo ascoltato situazioni che meritano ulteriori approfondimenti sulla vendita dei titoli, sulla formazione della volontà del cliente e sulla documentazione utilizzata per giustificare determinate operazioni. Il nostro obiettivo da sempre è semplice: dare voce a chi oggi non riesce nemmeno a capire perché la propria domanda sia stata rigettata e, soprattutto, quali possibilità concrete abbia ancora”.

“Per questo – conclude Zaggia – stiamo raccogliendo le singole posizioni, cercando di ricostruire la storia di ogni risparmiatore: la domanda originaria, il percorso scelto, la documentazione presentata, l’eventuale rigetto, gli indennizzi già riconosciuti, le motivazioni del provvedimento e ciò che oggi può essere verificato o recuperato. Perché dietro ogni numero di protocollo non c’è una pratica. C’è una persona. E dopo tutto quello che gli ex risparmiatori Carife hanno subito, riteniamo doveroso che almeno sia loro consentito di comprendere con chiarezza che cosa è accaduto alla loro domanda e quali strumenti hanno oggi per far valere le proprie ragioni”.

Durante l’incontro è stata affrontata anche la questione della garanzia da 150 milioni di euro concessa a Bper dal Fondo Nazionale di Risoluzione, tema sul quale Ferrara Civica Culture-Centro Consumatori Italia Ferrara ha chiesto ulteriori chiarimenti.

Riccardo Forni, presidente dell’associazione e promotore della campagna di interruzione della prescrizione, ha richiamato in particolare quanto emerso, secondo la sua ricostruzione, durante l’audizione di Bper in Commissione parlamentare, con riferimento a 17,9 milioni di euro che sarebbero stati prelevati nel 2024 nell’ambito del fondo di garanzia.

“È fondamentale comprendere come siano state usate queste risorse. Sono fondi nella esclusiva disponibilità di Banca d’Italia e quindi riconducibili a una natura pubblicistica, Bper ha il dovere morale -se non l’obbligo- di rendere conto del loro utilizzo. In sede di audizione davanti alla stessa Commissione BPER non ha saputo precisare in quali circostanze siano stati usati 17,9 milioni di € prelevati da questi fondi di garanzia pubblici nel 2024 e, ad oggi, non risulta che BPER abbia ancora riscontrato nel merito, men che meno nella risposta scritta consegnata dopo la richiesta di chiarimenti avanzata il 5 marzo 2026 dalla Commissione sull’utilizzo del fondo di garanzia. Ferrara ha pagato un prezzo altissimo per la vicenda Carife. La nostra comunità non può essere lasciata davanti a cifre aggregate e risposte che non chiariscono la logica economico-sociale con cui sono state destinate le somme. Il rispetto dovuto -e ancora atteso- alla Commissione parlamentare è lo stesso dovuto ai ferraresi. Non vorremmo mai che Bper abbia utilizzato questi fondi pubblici per ‘risolvere’ situazioni problematiche per le proprie esposizioni o per clienti ‘privilegiati’. Confidiamo che il senatore Zanettin prosegua l’approfondimento fino a ottenere risposte complete e verificabili”.

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