Copparo
26 Settembre 2026
I due giovani furono catturati dai tedeschi mentre cercavano di procurarsi armi per sostenere la lotta partigiana

Copparo ricorda Idris Ricci e Silvano Alberti, fucilati dai nazisti

di Redazione | 3 min

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Copparo. «Oggi, ancora una volta, ci troviamo qui e scegliamo di compiere un atto: quello del fattivo ricordo. Un ricordo che poggia su di noi e sulla nostra capacità di saper raccontare e fare comprendere pienamente ai nostri figli il più profondo e autentico significato di un evento che ha segnato la storia del nostro territorio: il sacrificio di due giovani uomini che ha posto fondamenta solide per la costruzione di una società libera e giusta». È in queste parole che l’assessora alla Cultura Francesca Buraschi ha racchiuso il senso della mattinata di sabato 26 settembre, in cui è stato commemorato l’82° anniversario dell’eccidio di Idris Ricci e Ultimo Silvano Alberti.

Era il 25 settembre del 1944, quando Idris Ricci (22 anni) e Ultimo Silvano Alberti (31 anni) furono catturati dai tedeschi, mentre cercavano di procurarsi armi per sostenere la lotta partigiana. I nazisti li trascinarono per le vie del paese e li fecero inginocchiare a pochi metri da dove oggi sorge il cippo a loro dedicato: ad Alberti spararono alle spalle, uccidendolo sul colpo; in pieno petto, invece, venne colpita Ricci che si spense tra le braccia del padre Cimbro.

Alla cerimonia, organizzata dal Comune di Copparo in collaborazione con la sezione Anpi “Carlo Sartori” di Copparo presso il cippo dedicato ai due giovani partigiani al bivio tra via Luciano Marchi e via Strada Bassa per Gradizza (vicino al luogo in cui vennero fucilati), hanno preso parte il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Copparo maggiore Alessandro Volpini, il comandante della Stazione dell’Arma locale luogotenente Giuseppe Zurlo, il comandante della Polizia locale Terre e Fiumi Giulio Sinchetto, rappresentanti delle associazioni Combattentistiche e d’Arma e di volontariato, familiari di Ricci e Alberti, il Coro delle Mondine di Porporana e cittadini.

Dopo la posa della corona e la resa degli onori ai due caduti, le note del Silenzio hanno anticipato gli interventi dell’Amministrazione comunale e di ANPI. L’assessore Buraschi ha sottolineato come il sacrificio di Ricci e Alberti abbia contribuito alla conquista di valori come la democrazia e la pace: «E questo ci consegna una responsabilità precisa: continuare a coltivarle. Nonostante in questo periodo storico siano numerose le guerre aperte, persino nel cuore di un’Europa che nel secolo scorso ha pagato un carissimo prezzo alla follia bellica. Questo è il lascito per noi, che, con gratitudine, guardiamo a Idris e Silvano».

Parole condivise anche dal presidente di Anpi Copparo, Ugo Selmi: «La libertà, la democrazia e la pace non sono conquiste definitive. Non sono garantite per sempre. Vanno difese ogni giorno. E vanno difese anche attraverso la memoria. Per questo dobbiamo portare la storia di Idris e di Ultimo Silvano nelle scuole, nelle case e nelle nostre comunità. Dobbiamo fare in modo che le nuove generazioni conoscano il prezzo della libertà e che comprendano che i diritti di cui godiamo non sono caduti dal cielo. Sono stati conquistati da persone che hanno avuto il coraggio di scegliere. Di scegliere da che parte stare. Di scegliere di non obbedire all’ingiustizia. Di scegliere di non restare in silenzio». La necessità di trasmettere la memoria ai più giovani è stata espressa anche da Ervedes Ricci che ha espresso tutta la propria amarezza per un oltraggio on-line alla memoria dei due giovani partigiani: parole condivise da tutti i presenti. La commemorazione è stata chiusa dalle voci del Coro delle Mondine che, dopo l’esecuzione dell’Inno nazionale, hanno cantato “Fischia il vento”, “Sandokan”, “Era una notte che pioveva” e “Bella ciao”, con la recita dell’omaggio a papà Cervi come intermezzo.

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