Cronaca
26 Settembre 2026
La richiesta della Procura era stata di dieci mesi di condanna per omicidio colposo

Morte di Marco Galan. Assolto l’ex comandante De Vincentis

Marco Galan
di Redazione | 2 min

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L’ex ex comandante dei Vigili del fuoco di Ferrara, Michele De Vincentis, è stato assolto con formula piena dall’accusa di omicidio colposo.

La procura di Ferrara lo aveva portato a processo dopo la morte del vigile del fuoco Marco Galan. Il pompiere di 58 anni che perse la vita nel dicembre 2021, dopo quindici anni passati in stato vegetativo per un grave incidente sul lavoro. Il fatto avvenne nel pomeriggio del 26 luglio 2006 nel piazzale di ingresso e di uscita del comando provinciale di via Verga, quando il vigile aveva 43 anni.

Quel giorno d’estate di ormai vent’anni fa, l’uomo stava collaudando un cavo agganciato a due mezzi fuoristrada, quando il furgone di un corriere espresso (il conducente aveva già patteggiato la propria pena, ndr) ottenne il permesso per entrare nel piazzale di ingresso e di uscita della caserma e transitare nell’area del collaudo, finendo per agganciare inavvertitamente il cavo che trascinò i due Land Rover, uno dei quali travolse e schiacciò Galan, procurandogli lesioni gravissime alle gambe, al torace e alla testa che poi – anni più tardi – gli sarebbero purtroppo risultate fatali.

De Vincentis era già stato condannato in abbreviato a otto mesi per lesioni colpose gravissime e inosservanza delle norme antinfortunistiche nel processo che fu celebrato quando Galan era ancora in vita e ora rischia nuovamente una condanna.

Per lui la pubblica accusa aveva formulato una richiesta di condanna a dieci mesi – col riconoscimento delle attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti.

Il tribunale invece ha accolto la tesi difensiva dell’avvocato Cosimo Zaccaria che in sede di arringa aveva sostenuto che l’esercitazione si fosse svolta in un’area diversa da quella prevista, evidenziando inoltre come De Vincentis non disponesse né di autonomia di spesa né dei poteri propri del datore di lavoro. Il comandante, inoltre, scrisse al Ministero per migliorare la segnaletica, ma non ricevette nessuna risposta.

E così il giudice Giovanni Solinas lo ha assolto perché il fatto non costituisce reato.

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