È stato fissato per il 20 gennaio l’inizio del processo d’appello a carico di Vito Mauro e Giuseppe Di Gaetano per l’omicidio volontario aggravato del 43enne Davide Buzzi e per il tentato omicidio del 23enne Lorenzo Piccinini. I fatti risalgono alla notte del 1° settembre 2023, all’interno del locale Big Town. I due imputati sono già stati condannati in primo grado a 28 anni di reclusione.
L’udienza si terrà davanti alla seconda sezione della Corte d’Assise d’Appello di Bologna e, vista la complessità del caso, è stata disposta la discussione in presenza.
La sentenza di primo grado era arrivata lo scorso 4 marzo, al termine di circa tre ore di camera di consiglio. La Corte, presieduta da Piera Tassoni, aveva riconosciuto le attenuanti generiche equivalenti all’aggravante della crudeltà, inizialmente contestata dalla Procura, senza però applicare l’attenuante della provocazione, come invece richiesto dagli avvocati Stefano Scafidi, Giulia Zerpelloni e Michele Ciaccia, difensori dei due imputati, che avevano chiesto l’assoluzione da tutte le accuse.
La pm titolare del fascicolo Barbara Cavallo aveva chiesto la condanna per entrambi a 24 anni, valutando un bilanciamento tra alcune attenuanti specifiche e l’aggravante. La magistrata aveva definito “comprensibile sul piano umano, ma purtroppo non su quello giuridico” la reazione dei Di Gaetano, tale da trasformare il bar Big Town in un “teatro di morte, orrore e distruzione”.
Secondo la ricostruzione della Procura, la vicenda nasce il 25 agosto 2023, quando Davide Buzzi avrebbe minacciato e picchiato il titolare del Big Town, chiedendogli il pagamento del “pizzo” e minacciando di incendiare il locale. Lo riteneva responsabile dei ritardi nei soccorsi al figliastro Edoardo Bovini, morto pochi giorni prima davanti al bar.
La notte del 1° settembre Buzzi e Lorenzo Piccinini, cugino di Bovini, si presentarono al locale con una tanica di benzina. Giuseppe Di Gaetano sarebbe stato aggredito dai due, insieme a Vito Mauro, che reagirono uccidendo Buzzi e ferendo gravemente Piccinini.
Secondo l’accusa, Mauro colpì Buzzi con una chiave inglese e bottiglie, mentre Giuseppe lo ferì con un coltello e successivamente lo colpì ripetutamente alla testa con un lucchetto. Piccinini venne invece accoltellato, ma i fendenti non compromisero organi vitali e i soccorsi tempestivi ne evitarono la morte.