Attualità
27 Settembre 2026
Alla Scuola di Sviluppo Territoriale il confronto tra Ispra, Università, Provincia e Consorzio di Bonifica su rischio idraulico, imprese e consumo di suolo

Ferrara laboratorio dell’adattamento climatico

di Redazione | 3 min

Leggi anche

Sport Festival, Ferrara guarda all’Europa

La seconda edizione accompagna la città verso il riconoscimento del 2027: più di cento associazioni protagoniste tra centro storico, Darsena e impianti. All'inaugurazione anche Rambaldi, Pelati e Lenzi

“Il dato scientifico non è né di destra né di sinistra. Ci dice dove siamo. Poi la politica decide dove andare”. Maria Alessandra Gallone, presidente di Ispra, apre così la quarta edizione della Scuola di Sviluppo Territoriale di Ferrara, davanti a studenti delle scuole superiori e universitari.

A Ferrara parlare di ambiente significa parlare di terra, acqua e sviluppo. Stefano Calderoni, presidente del Consorzio di Bonifica, lo ricorda con una domanda: “Quale impresa deciderebbe di investire mezzo miliardo di euro in un territorio che rischia il giorno dopo di essere sommerso dall’acqua?”.

Ferrara, Ravenna e Venezia sono le tre province italiane a maggiore rischio idraulico. Senza sicurezza idraulica, prima infrastruttura dello sviluppo, tutto il resto viene dopo. “Siamo una vera e propria infrastruttura di paesaggio”, dice Calderoni.

È dentro questa fragilità che Gallone colloca la parola chiave: adattamento. “Non amo la parola resilienza. Resilienza vuol dire tornare come si era. La parola oggi è adattamento. Sono i cambiamenti climatici a chiedere di essere accolti”. E adattarsi vuol dire “evolvere e progredire, non tornare indietro”.

Un principio che riguarda anche le imprese. “Non accetto che il mondo dell’impresa sia spaventato dal tema” del consumo di suolo. La strada è la rigenerazione urbana e la riconversione delle aree abbandonate. “È tutto lavoro. Però un lavoro virtuoso, che porterà a un
adattamento e a un’evoluzione intelligente”.

Ispra, dice Gallone, è “il più grande contenitore di dati certi che abbiamo. La scienza e la ricerca non devono rimanere chiuse nei laboratori, e i dati non devono rimanere chiusi nelle banche dati. La conoscenza diventa un bene pubblico quando aiuta qualcuno a scegliere”.

Anche per una Pmi ferrarese significa strumenti come IdroGeo. La sfida è evitare che la transizione diventi un privilegio delle grandi aziende. “Una grande impresa ha uffici dedicati alla sostenibilità, tecnici e consulenti. Una piccola impresa spesso no”. Per questo Ferrara è “un laboratorio perfetto”.

Attorno alla lezione si sono stretti i diversi pezzi del territorio. La rettrice dell’Università di Ferrara e presidente della Crui, Laura Ramaciotti, ha parlato di un crocevia fra ambiente, ricerca e conoscenza: “Non si forma se non si fa ricerca, e non si fa innovazione se non si mettono insieme impresa e formazione”.

Il presidente della Provincia Daniele Garuti ha scherzato davanti alla platea: “in genere sono abituato a un pubblico con i capelli più bianchi – elogiando il lavoro con il Consorzio nelle emergenze -, per non metterci tutti a bagno. Anche la Provincia lavora fianco a fianco del Consorzio per garantire la sicurezza idraulica e salvaguardare il territorio”.

Francesco Manca, componente del Comitato della Scuola e già presidente di Confagricoltura, ha ricordato che “le grandi opere passano attraverso le gambe delle persone. Lezioni come questa sono un momento per voi ragazzi, ma in realtà sono un momento per tutta la città di Ferrara”.

In chiusura, Gallone torna agli studenti. Alla domanda sulla prevenzione: “La cosa più bella, a fine giornata, è poter dire che non è successo niente. Ma dietro quel niente c’è un’enorme quantità di lavoro”. E infine: “Non vorrei che a un giovane si dicesse soltanto: devi salvare il pianeta. È un peso enorme da mettere sulle sue spalle. Abbiamo davanti un mondo da trasformare, e dobbiamo mettervi nelle condizioni di esserne protagonisti”.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com