Caritas Ferrara cerca case per famiglie ucraine in fuga dalla guerra
La Caritas Diocesana di Ferrara e Comacchio cerca case e strutture da mettere a disposizione gratuitamente per accogliere famiglie ucraine con bambini in fuga dalla guerra
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Il mondo cooperativo continua a ricordare Mirco Dondi scomparso il 14 settembre 2026 all’età di 75 anni.
Tra chi gli ha voluto riservare un ricordo Paolo Bruni, attuale presidente di Cso Italy e presidente di Confcooperative quando Dondi era presidente della Lega delle Cooperative.
“La scomparsa di Mirco Dondi – ha scritto – mi ha colpito e addolorato . L’ho conosciuto e frequentato intensamente negli anni in cui io ero presidente della Confcooperative e lui presidente della lega Cooperative. Pur avendo le due organizzazioni radici storiche diverse, eravamo riusciti a costruire un solido e leale rapporto di collaborazione a vantaggio dell’intero movimento cooperativo”.
“Avevo iniziato questa stretta collaborazione con il suo predecessore Egidio Checcoli e quando Mirco Dondi gli succedette per un attimo ho temuto che il lavoro compiuto si potesse disperdere. Invece con grande soddisfazione ho potuto constatare che con acume, intelligenza politica, determinazione e leale, rapporto umano Mirco Dondi ha saputo ulteriormente sviluppare la collaborazione tra le due associazioni cooperative che rappresentavamo. Mirco infatti, oltre che dotato di profondi valori e principi cooperativi era animato da una forte propensione all’innovazione , alla crescita e allo sviluppo che il riteneva dovesse necessariamente partire dalla formazione giovanile.”
“Una volta terminato il suo e il mio incarico – conclude Bruni -, siamo sempre rimasti in contatto scambiandoci regolarmente ogni anno gli auguri di buon compleanno a riprova che la nostra stima è amicizia si era radicata in noi, aldilà dei ruoli e degli incarichi”.
Tra gli interventi più sentiti anche quello di Raffaele Atti, che ha ricoperto diversi incarichi all’interno della Cgil, tra cui quello di segretario generale a Ferrara, oltre a essere stato segretario nazionale dello Spi Cgil. Atti ricorda Dondi come “un caro amico (e compagno) di lunga data”.
“Ci conoscevamo – ha scritto – dalla quinta elementare, frequentata ad Ospitale di Bondeno, dove la sua famiglia si era trasferita. Sua madre Gigliola divenne amica della mia, suo padre Ivo compagno socialista come il mio.”
E ancora: “Dopo le medie, frequentate in classi diverse, ci ritrovammo sul treno dei pendolari che partiva dalla Marogna, la stazioncina di Ospitale: lui a Ragioneria, io all’Itip, ma insieme nel Comitato di base dei pendolari di Bondeno (Pot Op), fondato a casa di Raul, con Romano, Amandino, Roberto e altri. Preparammo insieme ad altri, della sua e della mia classe, l’esame di italiano. Poi, con Spino, ci iscrivemmo al nuovo corso di laurea in Urbanistica a Venezia e abitammo a Preganziol e a Treviso”.
I ricordi proseguono con l’esperienza universitaria e nel Pci a cui Atti arrivò “attraverso la collaborazione con la Cgil”. Ma era stato Dondi a presentare la richiesta di Atti per l’adesione al Partito di Bondeno.
Le Feste dell’Unità nella città matildea portano altri bei ricordi e proprio a Bondeno, ricorda sempre Atti, “fu un ottimo assessore e il passaggio in Provincia fu naturale. Impostò un meritorio processo di unificazione delle aziende di trasporto”.
Poi la chiamata alla Lega delle Cooperative dove “fu protagonista dell’espansione commerciale della Copma e poi, con spirito di servizio, accettò di gestire l’amara conclusione della Copro A”.
“Per il sindacato – aggiunge – fu sempre un interlocutore serio e affidabile. Per me, una ragione di conferma della stima e dell’amicizia. Lo ritrovai presidente della Lega di Ferrara, interlocutore serio e qualificato nella fase di costruzione del Piano urbanistico strutturale del Comune di Ferrara.”
“Ci siamo rivisti – conclude – un paio di volte per una pizza negli ultimi anni: sempre ironico, pronto alla risata sdrammatizzante e dissacrante. Mi colpì la forza con cui affrontava la malattia, la naturalezza con cui la descriveva senza farti sentire a disagio. Poi la promessa che ci saremmo risentiti presto. E invece la notizia di un aggravamento senza speranze che ci priva della sua intelligenza, della forza interiore, della sua lealtà”.
Più brevi, ma altrettanto significativi, i ricordi di Sergio Caselli (Cds) e di Nicola Folletti, presidente Cooperativa Sociale integrazione lavoro. “Un grande cooperatore, una splendida persona e un vero amico”, ha detto il primo mentre il secondo ha rimarcato: “Una grande persona, un grande cooperatore”.
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